domenica 26 marzo 2017

Nuova indagine di Castiglioni: prossimamente in lettura


Ultimata anche la scrittura dell'ultimo capitolo del nuovo giallo di mare ambientato a Castiglioni del commissario Cantagallo.
Anche questo libro è stato stampato per essere pronto per la lettura
, fra qualche settimana, da parte dei miei fidatissimi "editor" familiari, di cui ho già parlato.
Quando sarà il momento, leggerò i loro preziosi suggerimenti annotati sulle pagine del manoscritto. In questo caso la lettura sarà breve perché le pagine sono poche, un centinaio scarso, ma i fatti sono comunque molti.
Anche per questo libro, se mi verrà confermato il benestare dall'Editore Cristian Cavinato, dovrebbe essere pronto per dopo l'estate, ma di consueto faccio i debiti scongiuri e tutte le scaramanzie del caso.

Nell'attesa guardatevi l'immagine di una parte della nuova copertina del giallo. 

 

Nuova indagine di Collitondi: in lettura


Ultimata la scrittura dell'ultimo capitolo del nuovo giallo di Cantagallo, il libro stampato è in lettura da parte dei miei fidatissimi "editor" familiari, di cui non posso svelare i nomi (mio figlio, mia moglie e mia mamma).
Ci stiamo avvicinando alla parte finale della stesura con gli opportuni aggiustamenti che mi saranno indicati e scritti ai lati delle pagine del manoscritto.
La lettura sarà lunga perché le pagine sono molte e molto ricche di fatti investigativi e non.
Il libro, se poi andrà tutto bene anche per l'Editore Cristian Cavinato, dovrebbe essere pronto per prima dell'estate, ma faccio i debiti scongiuri e tutte le scaramanzie del caso.

Nell'attesa guardatevi l'immagine di una parte della nuova copertina del giallo.  


Prospero e Tombolo: delitti cotti e mangiati


Buongiorno e buona domenica a tutti. 
Oggi facciamo la conoscenza dell'aiutante investigativo di Tombolo: il cuoco a domicilio Prospero Buontempo.

Prospero Buontempo era l'aiutante-ombra dell'investigatore Tombolo. Ometto poco più che trentenne, lungo lungo, guardingo, dallo sguardo simpatico era un cuoco disoccupato dell'ormai ex ristorante storico "La Bussola" di Spaccabellezze. Il ristorante era stato chiuso perché il vecchio gestore, Pilade Costagliola scorbutico e ignorante che portava male i suoi anni e che trattava peggio i suoi camerieri, sotto-cuochi e cuochi, non aveva voluto fare dei cambiamenti nel menù per adeguarsi ai tempi.
Prospero da quando era disoccupato aveva messo su una specie di attività di cuoco a domicilio che gli rendeva bene.  Avanza tempo dava una mano a Tombolo nelle indagini e così arrotondava. Possedeva un Apone 50 furgonato celeste pallido ridipinto che usava per portare nelle case gli alimenti con cui preparava i pranzi e le cene a domicilio. L'Apone era carrozzato China Town, con la sua bella scritta rossa "Shanghai Cuki Express" in campo bianco con una lanterna rossa cinese a fianco disegnata. L'Apone era utilizzato per gli appostamenti notturni che faceva con Tombolo. 
Nessuno sapeva che Prospero lavorava con Tombolo e così anche di notte l'Apone non dava mai nell'occhio perché chi lo vedeva poteva pensare che Prospero fosse in giro a preparare qualche cena a domicilio in paese.
Prospero con la sua attività a domicilio conosceva praticamente tutte le persone in paese conoscendo di ogni famiglia vita, morte e miracoli. Proprio per questo tornava molto utile a Tombolo avere un aiutante informatissimo come lui su tutti i fatti che accadevano in paese.
I due "investigatori per caso" avevano architettato un particolare stratagemma per camuffare i loro incontri. 
Prospero, per non far capire agli altri che parlava con Tombolo per le investigazioni dell’agenzia, si era inventato che aveva una fidanzata ninfomane che si chiamava Marina e che gli dava gli appuntamenti piccanti a qualsiasi ora del giorno e della notte, soprattutto quando erano passati “quei giorni”. Tombolo non gradiva l'accostamento alla ninfomane ma quello era l'andazzo.
Nel gergo telefonico che Prospero si era inventato per intendersi al telefono con Tombolo, c’era l’extra-strong che stava a significare, per gli altri che lo ascoltavano, che la “fidanzata” gli doveva una particolare prestazione sessuale in cambio di quella chiamata improvvisa.
Quando scattava l'extra-strong Tombolo doveva sganciare a Prospero la bella cifra di 50 euro per la prestazione investigativa fuori orario. 
Ormai Tombolo ci aveva fatto il callo e non si arrabbiava più di tanto, anche perché sapeva bene che l'abilissimo Prospero gli avrebbe fornito delle informazioni fondamentali per risolvere il caso.

P.S. Prospero era innamorato non corrisposto di una ragazza, Olimpia di poco più giovane di lui, carina, mora con gli occhiali. Era negata per la cucina perché si faceva portare a casa il mangiare prenotato dalla Bofrost. Olimpia mangiava sempre surgelati, preconfezionati, roba da scaldare nel microonde, mangiare inscatolato. Lavorava nella biblioteca comunale di Spaccabellezze ed era molto timida. Prospero aveva in mente di trovarsi prima o poi una donna che potesse condividere con lui il piacere di fare la cuoca per aiutarlo nei suoi pranzi e cene a domicilio. Olimpia ancora non si era accorta di aver destato l'interesse di Prospero. 


Vi ricordo che i libri dell'investigatore Tombolo potete acquistarli anche su IBS 
 in ebook
e in cartaceo



  

    

sabato 25 marzo 2017

Tombolo e Rossella: galeotta fu la bomboniera


Oggi spero di farvi piacere, se vi parlo dell'investigatore Tombolo e del suo rapporto con la sua eterna amica-fidanzata Rossella. 
Ci addentriamo nei meandri amorosi dell'investigatore privato che era combattuto fra il suo innamoramento di Rosella e la sua voglia di sposarla. Ma non ci riusciva. Ci aveva pensato un sacco di volte ma non gli era mai riuscito di vedersi nel ruolo di marito modello, preso come era dalle indagini del suo studio di investigazioni. Sempre in giro, di giorno e di notte: che marito sarebbe stato? Senz'altro poco presente e poco al fianco della sua bella Rossella. 
Rossella non gli aveva mai chiesto di sposarla direttamente, ma gli aveva sempre accennato questa eventualità ben sapendo quanto Tombolo non fosse convinto di fare il grande passo. 
Rossella comunque non rinunciava all'idea e, anche se ha sempre una grande confusione in casa, lo invitava sempre a cena nel suo appartamentino, una vera chicca diceva lei, ma Tombolo non c’era mai stato. Rossella voleva sempre portarlo a casa sua con una scusa per farlo entrare nella sua “bomboniera”, affacciata sul mare e i vicoli del paese.  
Tombolo non si fidava perché pensava che volesse attirarlo lì con un tranello, spogliarlo nudo, farci l’amore e poi, sul più bello, di fronte al fatto compiuto gli avrebbe chiesto e ottenuto di sposarla. Addirittura, Tombolo pensava che Rossella si potesse procurare come testimoni due suoi collleghi del Poliambulatorio che non avrebbero esitato per deporre a suo favore per obbligarlo al matrimonio e condurlo davanti all'altare con la sua bella Rossella.
Tombolo, era assodato, non amava perdere tempo e denaro. Non si sarebbe mai e poi mai sporcato le mani in faccende estranee all’agenzia e che avessero a che fare con dei morti di fame o giù di lì, per giunta a gratis! A meno che. Perché c’era sempre un “a meno che”. La condizione si veniva sempre a creare in certe situazioni su richiesta di una persona che aveva molto ascendente sull’investigatore Tombolo. Marino, infatti, investigava solo a pagamento, “a meno che” non glielo chiedesse la sua Rossella Sirena, medico del Poliambulatorio del porto di Spaccabellezze e paladina dei poveri in canna locali, nazionali e anche internazionali che transitavano in quel posto di mare.  
Tombolo, alla richiesta di Rossella, sbuffava, tergiversava ma alla fine agiva e risolveva quello che, in genere, non avevano risolto i Carabinieri del paese. Rossella, in cambio dell’investigazione extra, si sdebitava con lui “in natura” e così di pomeriggio tardi facevano all’amore a casa di Marino, nella mansardina, incrementando, come diceva lei, la media settimanale dei rapporti d’amore delle coppie quarantenni. Almeno lì, nella mansardina, di testimoni oculari non ce ne sarebbero stati. Poi una cena a lume di candela a base di pesce e vino bianco frizzante ghiacciato nella terrazza vista tetti e mare, li faceva riconciliare con il mondo e con se stessi, come se fossero una giovane coppia di sposini. Poi si lasciavano, il sogno matrimoniale di Rossella svaniva e si perdeva lungo le strade buie del paese che la riportavano malinconicamente a casa. Ma in cuor suo, Rossella sapeva che sarebbe riuscita ad averla vinta sullo scorbutico Marino. 

Vi ricordo che i libri dell'investigatore Tombolo potete acquistarli anche su IBS 
 in ebook
e in cartaceo



giovedì 23 marzo 2017

Il giallo internazionale in EDIZIONE SPECIALE per i 10 anni di Cantagallo


"Giovedì gnocchi", si direbbe dalle mie parti. 
Ma da "queste parti" viene meglio un "Giovedì blogghi" con un blog saporito che vi fornisce un'anticipazione freschissima e gustosissima, almeno spero. 

Anno particolare e giallo particolare. 
Per i 10 anni delle indagini del commissario Cantagallo ho già anticipato al mio Editore Cristian Cavinato della Cavinato Editore International di Brescia, la scrittura di un giallo speciale particolarissimo. 
Questo giallo dovrebbe uscire in autunno proprio nell'occasione di tale anniversario.
  
Il giallo è particolare e divertente perché Cantagallo viene invischiato in un’indagine internazionale dove i personaggi che gli ruotano intorno sono spassosi e quasi surreali. Ne viene fuori un’indagine fuori dalle righe che sorprenderà il lettore pagina dopo pagina.

La storia è in scrittura e lo scriverla non è una cosa semplice perché...
No, meglio non dirvi il perché. Vi darei delle anticipazioni troppo in anticipo ed è meglio non dire altro per scaramanzia.

Nell'attesa vi faccio vedere l'anteprima camuffata della copertina del giallo. 

mercoledì 22 marzo 2017

Il "tappeto" di Fabio sul suo blog Librinviaggio


Appuntamento speciale (e due) per ricordare un altro fatto altrettanto speciale.

Calma, Fabio sul suo blog non vende tappeti.
Il gentile Fabio è un attento e critico lettore di libri di vario genere sul suo blog "Librinviaggio", frequentatissimo da molti lettori.
L'anno scorso, più o meno in questo periodo, fece la recensione del giallo "Un vecchio tappeto persiano", pubblicato da Cristian Cavinato della Cavinato Editore International di Brescia, sottolineando gli aspetti migliori della storia e indicandomi certi accorgimenti di cui ho fatto tesoro nella scrittura dei gialli successivi. 
Nell'occasione di avervi fatto leggere la sua nuova recensione di quest'anno del giallo "Segreto fra le righe", mi è sembrato giusto riproporre anche il suo commento per questo giallo.
Grazie, Fabio!





Il libro di oggi è ”Un vecchio tappeto persiano” di Fabio Marazzoli, un romanzo giallo ambientato a Collitondi, un immaginario paese della bella Toscana. Si tratta del primo romanzo lungo che vede protagonista il commissario Cantagallo dopo una serie di romanzi brevi. Una notte da dimenticare, è questo quello in cui si trova coinvolto il commissario Cantagallo: due appartamenti svaligiati, oggetti di grande pregio rubati e due misteriosi omicidi. Tutto in una sola sera. Cantagallo, affiancato dalla sua squadra, dovrà cercare di far luce su tutti questi misteriosi crimini, mettendo insieme le tessere di un puzzle complesso ma che, forse, porterà ad un’unica, inattesa soluzione. ”Un vecchio tappeto persiano” di Fabio Marazzoli è un giallo un po’ fuori dagli schemi ordinari. La storia comincia con la descrizione dei due furti a opera di due ladruncoli di bassa lega. I due ladri protagonisti dell’episodio, e il fatto stesso, sono descritti con toni molto ironici, quasi parodistici, esasperando il comportamento e i dialoghi dei due criminali in modo forse un po’ esagerato al punto da dare l’idea di trovarsi di fronte a una tipica scena della commedia all’italiana. Proseguendo, la storia abbandona questo eccesso pur conservando una piacevole ironia.
Il racconto sembra essere ambientato negli anni ’90, cosa non apertamente dichiarata, ma deducibile dalla presenza di videocassette e dal modo in cui si parla di computer e internet. La particolarità del romanzo è la presenza di personaggi molto caratterizzati, ognuno con una propria e ben definita identità, e dalla scelta dell’autore di non limitarsi a raccontare l’indagine, ma di immergere la storia in un quadro più generico e familiare: Cantagallo che rientra a casa, che fa la spesa, che accompagna il figlio, la vice Nicoletta che pranza a casa per stare con marito e figli; insomma, tutta una serie di aspetti che ho apprezzato perché mi hanno permesso di conoscere i personaggi e di sentirne un po’ la mancanza alla fine della lettura.
La parte di indagine, il giallo vero e proprio, ha come obiettivo la soluzione di un duplice furto e di un duplice omicidio, apparentemente slegati tra di loro. Lo sviluppo è piuttosto semplice, ma avvincente e scorrevole e in linea di massima risulta verosimile a parte un paio di passaggi che ho trovato un po’ forzati, purtroppo non posso entrare nei dettagli per non rovinarvi la lettura.
Nel complesso ”Un vecchio tappeto persiano” di Fabio Marazzoli è un romanzo piacevole, una lettura leggera ma allo stesso tempo coinvolgente che porta il lettore in un piccolo paese della Toscana a conoscere personaggi simpatici della cui compagnia si gode volentieri. 



Visitate il suo blog per leggere la recensione completa.

http://www.librinviaggio.com/romanzi/gialli/2016/03/un-vecchio-tappeto-persiano/ 


Il "segreto" di Fabio sul suo blog Librinviaggio


Appuntamento speciale per un fatto altrettanto speciale.

Calma, non c'è nessun segreto sul blog di Fabio.
Il gentile Fabio è un attento e critico lettore di libri di vario genere sul suo blog "Librinviaggio", frequentatissimo da molti lettori.
Qualche giorno fa ha fatto la recensione del giallo "Segreto fra le righe" pubblicato Cristian Cavinato​ della Cavinato Editore International di Brescia. 
Ecco il perché del suo "segreto".
Fabio nel suo pendolarismo ferroviario ha letto il giallo e ha indicato nella sua recensione i lati positivi della storia, fornendomi anche alcune dritte di cui farò tesoro nella scrittura del prossimo giallo di mare. 
Nel prossimo blog di oggi leggerete anche la sua vecchia recensione dell'anno scorso del giallo "Un vecchio tappeto persiano".  
Grazie, Fabio!




Qualche tempo fa ho letto e vi ho parlato del romanzo “Un vecchio tappeto persiano” di Fabio Marazzoli, oggi vi parlo invece del suo romanzo “Segreto fra le righe”, una nuova indagine del commissario Cantagallo.
“Segreto fra le righe” è un romanzo piuttosto breve ambientato in un piccolo e immaginario paese costiero della Toscana dove Cantagallo si trova in vacanza con la famiglia. Come spesso succede anche nella vita reale, il lavoro non ti abbandona nemmeno in ferie e quindi ecco ci scappa il morto.
La vittima è un giovane muratore all’apparenza morto a causa di un’accidentale caduta dagli scogli avvenuta durante la notte. Fin da subito al commissario Cantagallo, interpellato in qualità di consulente alle indagini, qualcosa non torna: quello che sembra un incidente ha tutta l’aria di essere nientemeno che un omicidio. Come nel precedente romanzo, Marazzoli immerge le indagini in un contesto di vita quotidiana: piccoli vicissitudini famigliari, riflessioni personali dei personaggi e altro ancora fanno da contorno a quella che è poi la vera e propria soluzione del caso.
Devo dire che in “Segreto fra le righe” questo aspetto è forse un po’ troppo estremizzato e l’indagine risulta alle volte un po’ messa in ombra da fatti e dialoghi non sempre connessi alla storia. Alla fine del romanzo si ha un po’ la sensazione che l’aspetto investigativo, a conti fatti, occupi poco spazio. D’altro canto è anche vero che si tratta di un romanzo piuttosto breve quindi la scelta potrebbe essere voluta, ma non mi sarebbe dispiaciuto uno sviluppo più articolato dell’indagine, soprattutto ripensando ad alcuni passaggi, anche importanti per la risoluzione del caso, che vengono forse esauriti con troppa rapidità e semplicità.
Dal punto di vista stilistico, ho con piacere notato la quasi totale scomparsa del virgolettato nel testo, dettaglio che non mi aveva entusiasmato nel precedente libro.
Nel complesso “Segreto fra le righe” è un romanzo leggero e piacevole che ha accompagnato i miei spostamenti pendolari per qualche giorno insieme a un simpatico gruppetto di personaggi che hanno conservato la semplicità e la genuinità che li aveva caratterizzati già nel precedente libro.



Visitate il suo blog per leggere la recensione completa.

https://www.librinviaggio.com/romanzi/gialli/2017/03/segreto-fra-le-righe/

domenica 19 marzo 2017

Today Sam is happy man: la spregiudicata Cindy Cinnamon


Fuori programma domenicale con la storia di un finale da inventare sul momento per un blog di lettori, lo "Starbooks coffee", a cura della gentile Carlotta Borasio. 
Giusto cinque anni fa, a marzo 2012, dovevo, a partire da un incipit, inventarmi un finale per quello che Carlotta definì un incipit da catastrofe. La cosa piacque molto e la propongo volentieri a tutti voi.   

Questo è l'incipit da catastrofe da completare...



"E poi, un certo giovedì, quasi duemila anni dopo che un uomo era stato inchiodato a un palo per avere detto che sarebbe stato molto bello cambiare il modo di vivere e cominciare a volersi bene gli uni con gli altri, una ragazza seduta da sola a un piccolo caffè di Rickmansworth capì d’un tratto cos’era che per tutto quel tempo non era andato per il verso giusto, e finalmente comprese in che modo il mondo sarebbe potuto diventare un luogo di felicità. Questa volta la soluzione era quella giusta, non poteva non funzionare, e nessuno sarebbe stato inchiodato ad alcunché.Purtroppo però, prima che la ragazza riuscisse a raggiungere un telefono per comunicare a qualcuno la sua idea, accadde una stupida quanto terribile catastrofe, e di quell’idea non si seppe mai più nulla."  





...e questo è il mio finale.

"
Chi sarebbe stata ad ascoltarla e di giovedì? 
Lo sapeva già. Cindy Cinnamon, la sua amica articolista del Virginia St. Paul Telegraph. L’articolo avrebbe avuto un effetto big bang sulla comunità. 
Per non parlare poi di quello che avrebbe detto nel sermone il carismatico reverendo Sam Jefferson. Vedeva i titoli scorrere nella VNN, le immagini sfavillare nello schermo gigante della NBA e George Bush stringerle la mano: “Thanks”, le avrebbe detto. 
Proprio così, anche se era giovedì. 
Puntò il telefono nero a gettoni vicino all’entrata: era libero. 
Non fece in tempo a muoversi. 
Un rumore assordante squarciò la vetrina del bar portandosi dietro tavoli, sedie e pure il telefono. 
Una rossa Chevrolet pacchiana si era infilata nel bar. 
Al posto di guida c’erano un nero sudaticcio e una bionda esplosiva, mezzi vestiti. 
Lui riprese contatto con la realtà. 
Lei si sistemò gli short mentre con una quarta da urlo proteggeva il volto dell’uomo: un’eroina americana in formato airbag 90-60-90.


Poi la bionda si voltò. 
Era Cindy Cinnamon! 
La ragazza non capiva e la bionda le spiegò. 
Aveva avuto una gran bella idea per fare felice il mondo. Intanto iniziava a far felici gli uomini che conosceva. 
La ragazza continuava a non capire dicendo che quello non era proprio il metodo che predicava il reverendo Jefferson. 
La bionda la rassicurò. 
Le spiegò che lo stesso reverendo non capiva e allora lei gli aveva fatto vedere un bell’esempio pratico della sua idea. 
Solo allora il saggio reverendo, vedendo la spregiudicata e amorevole Cindy all'opera sotto i suoi occhi e sopra qualche altra cosa, aveva capito e disse: “Today Sam is happy man!”. 
Poi le dette la sua benedizione e la proclamò unica e vera profeta della felicità nel mondo. 
Poi le suggerì anche di ritornare da lui ogni tanto perché la felicità dell’uomo è infinita.
 
"