domenica 26 marzo 2017

Prospero e Tombolo: delitti cotti e mangiati


Buongiorno e buona domenica a tutti. 
Oggi facciamo la conoscenza dell'aiutante investigativo di Tombolo: il cuoco a domicilio Prospero Buontempo.

Prospero Buontempo era l'aiutante-ombra dell'investigatore Tombolo. Ometto poco più che trentenne, lungo lungo, guardingo, dallo sguardo simpatico era un cuoco disoccupato dell'ormai ex ristorante storico "La Bussola" di Spaccabellezze. Il ristorante era stato chiuso perché il vecchio gestore, Pilade Costagliola scorbutico e ignorante che portava male i suoi anni e che trattava peggio i suoi camerieri, sotto-cuochi e cuochi, non aveva voluto fare dei cambiamenti nel menù per adeguarsi ai tempi.
Prospero da quando era disoccupato aveva messo su una specie di attività di cuoco a domicilio che gli rendeva bene.  Avanza tempo dava una mano a Tombolo nelle indagini e così arrotondava. Possedeva un Apone 50 furgonato celeste pallido ridipinto che usava per portare nelle case gli alimenti con cui preparava i pranzi e le cene a domicilio. L'Apone era carrozzato China Town, con la sua bella scritta rossa "Shanghai Cuki Express" in campo bianco con una lanterna rossa cinese a fianco disegnata. L'Apone era utilizzato per gli appostamenti notturni che faceva con Tombolo. 
Nessuno sapeva che Prospero lavorava con Tombolo e così anche di notte l'Apone non dava mai nell'occhio perché chi lo vedeva poteva pensare che Prospero fosse in giro a preparare qualche cena a domicilio in paese.
Prospero con la sua attività a domicilio conosceva praticamente tutte le persone in paese conoscendo di ogni famiglia vita, morte e miracoli. Proprio per questo tornava molto utile a Tombolo avere un aiutante informatissimo come lui su tutti i fatti che accadevano in paese.
I due "investigatori per caso" avevano architettato un particolare stratagemma per camuffare i loro incontri. 
Prospero, per non far capire agli altri che parlava con Tombolo per le investigazioni dell’agenzia, si era inventato che aveva una fidanzata ninfomane che si chiamava Marina e che gli dava gli appuntamenti piccanti a qualsiasi ora del giorno e della notte, soprattutto quando erano passati “quei giorni”. Tombolo non gradiva l'accostamento alla ninfomane ma quello era l'andazzo.
Nel gergo telefonico che Prospero si era inventato per intendersi al telefono con Tombolo, c’era l’extra-strong che stava a significare, per gli altri che lo ascoltavano, che la “fidanzata” gli doveva una particolare prestazione sessuale in cambio di quella chiamata improvvisa.
Quando scattava l'extra-strong Tombolo doveva sganciare a Prospero la bella cifra di 50 euro per la prestazione investigativa fuori orario. 
Ormai Tombolo ci aveva fatto il callo e non si arrabbiava più di tanto, anche perché sapeva bene che l'abilissimo Prospero gli avrebbe fornito delle informazioni fondamentali per risolvere il caso.

P.S. Prospero era innamorato non corrisposto di una ragazza, Olimpia di poco più giovane di lui, carina, mora con gli occhiali. Era negata per la cucina perché si faceva portare a casa il mangiare prenotato dalla Bofrost. Olimpia mangiava sempre surgelati, preconfezionati, roba da scaldare nel microonde, mangiare inscatolato. Lavorava nella biblioteca comunale di Spaccabellezze ed era molto timida. Prospero aveva in mente di trovarsi prima o poi una donna che potesse condividere con lui il piacere di fare la cuoca per aiutarlo nei suoi pranzi e cene a domicilio. Olimpia ancora non si era accorta di aver destato l'interesse di Prospero. 


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