domenica 19 marzo 2017

Today Sam is happy man: la spregiudicata Cindy Cinnamon


Fuori programma domenicale con la storia di un finale da inventare sul momento per un blog di lettori, lo "Starbooks coffee", a cura della gentile Carlotta Borasio. 
Giusto cinque anni fa, a marzo 2012, dovevo, a partire da un incipit, inventarmi un finale per quello che Carlotta definì un incipit da catastrofe. La cosa piacque molto e la propongo volentieri a tutti voi.   

Questo è l'incipit da catastrofe da completare...



"E poi, un certo giovedì, quasi duemila anni dopo che un uomo era stato inchiodato a un palo per avere detto che sarebbe stato molto bello cambiare il modo di vivere e cominciare a volersi bene gli uni con gli altri, una ragazza seduta da sola a un piccolo caffè di Rickmansworth capì d’un tratto cos’era che per tutto quel tempo non era andato per il verso giusto, e finalmente comprese in che modo il mondo sarebbe potuto diventare un luogo di felicità. Questa volta la soluzione era quella giusta, non poteva non funzionare, e nessuno sarebbe stato inchiodato ad alcunché.Purtroppo però, prima che la ragazza riuscisse a raggiungere un telefono per comunicare a qualcuno la sua idea, accadde una stupida quanto terribile catastrofe, e di quell’idea non si seppe mai più nulla."  





...e questo è il mio finale.

"
Chi sarebbe stata ad ascoltarla e di giovedì? 
Lo sapeva già. Cindy Cinnamon, la sua amica articolista del Virginia St. Paul Telegraph. L’articolo avrebbe avuto un effetto big bang sulla comunità. 
Per non parlare poi di quello che avrebbe detto nel sermone il carismatico reverendo Sam Jefferson. Vedeva i titoli scorrere nella VNN, le immagini sfavillare nello schermo gigante della NBA e George Bush stringerle la mano: “Thanks”, le avrebbe detto. 
Proprio così, anche se era giovedì. 
Puntò il telefono nero a gettoni vicino all’entrata: era libero. 
Non fece in tempo a muoversi. 
Un rumore assordante squarciò la vetrina del bar portandosi dietro tavoli, sedie e pure il telefono. 
Una rossa Chevrolet pacchiana si era infilata nel bar. 
Al posto di guida c’erano un nero sudaticcio e una bionda esplosiva, mezzi vestiti. 
Lui riprese contatto con la realtà. 
Lei si sistemò gli short mentre con una quarta da urlo proteggeva il volto dell’uomo: un’eroina americana in formato airbag 90-60-90.


Poi la bionda si voltò. 
Era Cindy Cinnamon! 
La ragazza non capiva e la bionda le spiegò. 
Aveva avuto una gran bella idea per fare felice il mondo. Intanto iniziava a far felici gli uomini che conosceva. 
La ragazza continuava a non capire dicendo che quello non era proprio il metodo che predicava il reverendo Jefferson. 
La bionda la rassicurò. 
Le spiegò che lo stesso reverendo non capiva e allora lei gli aveva fatto vedere un bell’esempio pratico della sua idea. 
Solo allora il saggio reverendo, vedendo la spregiudicata e amorevole Cindy all'opera sotto i suoi occhi e sopra qualche altra cosa, aveva capito e disse: “Today Sam is happy man!”. 
Poi le dette la sua benedizione e la proclamò unica e vera profeta della felicità nel mondo. 
Poi le suggerì anche di ritornare da lui ogni tanto perché la felicità dell’uomo è infinita.
 
"





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