giovedì 22 giugno 2017

Una catastrofe, di giovedì

A grande richiesta, vi ripropongo di giovedì, il simpatico e divertente aneddoto, rivisto e corretto, che ha per protagonista la irriverente cronista Cindy Cinnamon e il saggio reverendo Sam Jefferson, con la complicità della sfortunata giovane americana Susy Sugar. 
Un cocktail esplosivo di spiritualità e di saggezza che vi terrà col fiato sospeso fino all'ultima riga. 
Leggete bene tutto e, alla fine, anche voi direte: "Today Sam is happy man!".(*)

Buona lettura. 

(*)Della serie: non solo gialli per Cristian Cavinato della Cavinato Editore International di Brescia ma anche altro.


...



"Come mai certe cose accadevano sempre di giovedì?
Certo, perché molto recentemente dei formidabili archeologi erano riusciti a ricostruire il giorno esatto (proprio un giovedì) in cui, più di duemila anni prima (2017 anni prima, per la precisione), un uomo era stato condannato a essere messo in croce. Quell'uomo era stato condannato di giovedì. Ma perché? Perché, di giovedì, aveva dichiarato che voleva cambiare il mondo e voleva che ognuno di noi volesse bene all'altro, senza ritegno, senza preoccupazioni, senza chiedere altro. Bisognava cominciare a volersi bene gli uni con gli altri, questo diceva quell'uomo 2017 anni prima. Di giovedì, quell'uomo, aveva capito immediatamente che bisognava agire subito e fare del bene agli altri.

Sempre di giovedì, ma ai tempi di oggi, una giovane e spensierata ragazza americana della Virginia, una certa Susy Sugar, se ne stava seduta solitaria a gustarsi uno striminzito tè verde, tiepido senza zucchero, in un piccolo pub della ridente cittadina di Clarksville. E mentre era lì, di giovedì, capì all'improvviso il vero motivo che aveva impedito a quell'uomo di cambiare il mondo.
Smise di sorseggiare quel tè verde ormai freddo.
La giovane donna americana solo ora sapeva perché, in tutti quegli anni (2017 anni, per la precisione) che erano trascorsi da quel lontano giovedì, qualcosa non era andato come doveva andare. Ora, finalmente, comprendeva come doveva fare a cambiare il mondo. E il mondo, grazie alla sua formidabile idea, sarebbe diventato finalmente un luogo di felicità. Era sicura al 100 per 100, la giovane americana. Questa volta la sua soluzione sarebbe stata quella giusta. Sapeva già chi chiamare e questo qualcuno, o meglio questa qualcuno, non le avrebbe detto di no. Anzi. Questa volta, tutto sarebbe funzionato e nessuno sarebbe stato condannato a essere messo in croce, nemmeno di giovedì.
Ma qualcosa accadde proprio di giovedì, quel giovedì.
Purtroppo, lo smartphone piuttosto datato della giovane americana aveva la batteria scarica. Susy Sugar si guardò intorno nel pub e scorse un vecchio telefono pubblico. Prese il borsellino, aveva giusto i soldi necessari. Si fiondò sul telefono.
Però, prima che la giovane americana potesse raggiungere il telefono per comunicare a quella qualcuno la sua formidabile idea, accadde una cosa stupida, proprio di giovedì.
Quello che accadde dopo fu una terribile catastrofe.
E dell’idea di Susy Sugar non si sarebbe saputo mai più nulla.

Ma facciamo un passo indietro.
Torniamo ai pensieri della giovane e spensierata americana Susy Sugar mentre sorseggiava il suo striminzito tè verde, tiepido e senza zucchero.

Susy Sugar si era fatta una domanda importante.
Chi sarebbe stata ad ascoltarla e di giovedì? 
Lo sapeva già.
Cindy Cinnamon, la sua amica cronista del Virginia St. Paul Telegraph. L’articolo avrebbe avuto un effetto big bang sulla comunità. 
Per non parlare poi di quello che avrebbe detto nel sermone il carismatico reverendo Sam Jefferson. Vedeva i titoli scorrere nella VNN, le immagini sfavillare nello schermo gigante della NBA e Barack Obama stringerle la mano: “Thanks”, le avrebbe detto. 
Proprio così, anche se era giovedì. 
Puntò il telefono a gettoni vicino all’entrata: era libero. 
Non fece in tempo a muoversi. 
Un rumore assordante squarciò la vetrina del bar portandosi dietro tavoli, sedie e pure il telefono. 
Una rossa Chevrolet pacchiana si era infilata nel bar. 
Al posto di guida c’erano un nero sudaticcio e una bionda esplosiva, mezzi vestiti. 
Lui riprese contatto con la realtà. 
Lei si sistemò gli short mentre con una quarta da urlo proteggeva il volto dell’uomo: un’eroina americana in formato airbag 90-60-90.
Poi la bionda si voltò. 
Era Cindy Cinnamon! 
La ragazza non capiva e la bionda le spiegò. 
Aveva avuto una gran bella idea per fare felice il mondo. Intanto iniziava a far felici gli uomini che conosceva. 
La ragazza continuava a non capire dicendo che quello non era proprio il metodo che predicava il saggio reverendo Sam Jefferson. 
La bionda Cindy la rassicurò. 
Le spiegò che lo stesso reverendo Jefferson non capiva e allora lei gli aveva fatto vedere un bell’esempio pratico della sua idea. 
Solo allora il saggio reverendo, vedendo la spregiudicata e amorevole Cindy Cinnamon all'opera sotto i suoi occhi e sopra qualche altra cosa, aveva capito e disse: “Today Sam is happy man!”. 
Poi le dette la sua benedizione e la proclamò unica e vera profeta della felicità nel mondo. 
Poi, il saggio reverendo Jefferson, le suggerì anche di ritornare da lui ogni tanto perché la felicità dell’uomo è infinita."


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