domenica 26 novembre 2017

IN TOMBOLO WE TRUST, keep your time!

Tempo di saldi eccezionali, tempo di acquisti eccezionali e poi ci deve essere tempo anche per noi stessi. Per dedicare un po' del nostro tempo a noi stessi, ai nostri desideri, ai nostri passatempo. Perciò quale migliore passatempo è quello di una buona lettura di un buon libro. Soprattutto in questo fine settimana così freddo e piovoso che ti fa sprofondare comodamente in una poltrona. Quindi prendetevi tutto il tempo che vi occorre per farvi una buona lettura di un libro che è una cosa sempre buona e salutare perchè la lettura di un buon libro fa bene al cervello. Lasciatevi distrarre dal logorio della vita moderna, dallo stress dei like sul social, senza stare a guardare lo smartphone sempre acceso alla ricerca del post più estremo da condividere.  
Proprio per questo tempo che vi prenderete, un po' di tempo (TIME per chi mastica l'inglese) io ve lo offro a modo mio con un'altra notizia fresca di stampa adatta all'occasione e stampata (si fa per dire) sulla copertina del famoso TIME. 
 
Ricordatevi che la prima inchiesta del nuovo giallo dell'investigatore Tombolo è del 2016 ed è stato pubblicato da Cristian  Cavinato della Cavinato Editore International di Brescia. Il giallo "ZAMPA DI GATTO, CODA DI MANTA E CORNA DI GAZZELLA" è un curioso caso investigativo che si svolge a Spaccabellezze, caratteristico paesino costiero di pescatori nelle zone della Maremma del sud. Buona lettura!
 
 

domenica 19 novembre 2017

Social delle mie brame, chi è la più bella del reame?


I tempi cambiano e con loro le regole per determinare la bellezza di una donna. Non sono certo più i tempi delle favole dove bastava chiedere a uno specchio chi fosse la più bella, perché oggi le regole della bellezza si creano attraverso Facebook, Instagram, Youtube, Musically, eccetera, eccetera. Ma tutte queste regole dettate dai social siamo proprio sicuri che convengano alle donne per determinare la propria autostima?

Leggete quello che è scritto in questo particolare blog per le donne. 



Attrazione per una collana per il commissario Cantagallo



Di nuovo buongiorno e di nuovo ben ritrovati. Secondo appuntamento in questa bella domenica di novembre per fornirvi dei particolari in più sulla nuova indagine di mare del 2017 dei gialli del commissario Cantagallo. 

Come ho già scritto, la mia lontananza dal blog è dovuta al fatto che sono impegnato nelle rifiniture della stesura dell'ultimo nuovo giallo speciale del commissario Cantagallo. Comunque chi frequenta queste pagine lo sa: non sono un tipo social, un po' come il mio commissario. 

Quindi vi parlo del secondo giallo della nuova serie dei gialli che nel 2017 sono stati pubblicati da Cristian Cavinato della Cavinato Editore International di Brescia. Questa è la presentazione del giallo "LA COLLANA DI AMBRA", un'inchiesta di mare che si svolge a Castiglioni Marina, località toscana nel litorale maremmano. Fornisco alcuni particolari del commissario Cantagallo e certe indicazioni sul suo modo di essere che spero vi siano graditi. Cominciamo.


«Il commissario Cantagallo, nell’inchiesta di mare del giallo “La collana di ambra”, è alle prese con la morte di una ragazza polacca che è stata trovata morta in uno stabilimento balneare lontano dal paese, alla Punta Sant’Andrea, sotto il “Forte della trappola”. Quel luogo, un tempo, vedeva soccombere i pericolosi saraceni che vi si avventuravano e oggi è il teatro di una tragica vicenda, dove ha trovato la morte una giovane badante polacca per overdose. Anche questa storia non è una vera e propria indagine, ma è un’inchiesta. I fatti accadono in tempi troppo stretti e il luogo dove avviene il crimine è racchiuso in un ambiente circoscritto. Cantagallo è in ferie con la famiglia e, immancabilmente, quando viene trovata morta una persona il maresciallo Guerra lo chiama perché vuole avere la certezza che tutto sia a posto. Non tanto per il senso del dovere, piuttosto per non essere sbattuto, in caso di errore, in un’altra località marina ma in Sardegna. Guerra è un carabiniere con capacità investigativa zero ma non sottovaluta i delitti. Chi, invece, eccelle in sottovalutazioni è il medico del porto, il borioso e pressappochista dottor Lanzara, accreditato da Guerra come medico legale “avventizio”. Tutto è chiaro per il dottor Lanzara: si tratta di una “morte per overdose”. Lanzara fa il medico generico ma intende dimostrare a tutti che può essere un “medico legale”. Fornisce sempre delle conclusioni affrettate per liberarsi dell’impiccio, senza interessarsi alla vera causa della morte. Il medico è convinto che quando i turisti muoiono, muoiono sempre per cause accidentali e per uno stile di vita marino tragicamente sbagliato. Però Lanzara nelle sue “valutazioni” non ne ha mai azzeccata una, e non lo vuole mai ammettere. Cantagallo si reca sul posto e controllo il cadavere della donna. Da ciò che ha visto, la morte per overdose è stata inscenata per camuffare un omicidio. La ragazza polacca è stata strangolata. Qui Cantagallo trova il dottor Lanzara in un normale “atteggiamento professionale”: è appollaiato sulla passatoia in legno dello stabilimento balneare con lo sguardo assente verso il mare e un sigaro spento al lato della bocca. Alla vista di Cantagallo, il dottor Lanzara si anima e incomincia a discutere col commissario. Si rivolge al poliziotto col suo tipico modo di fare strafottente per difendere la sua sconclusionata ipotesi. Cantagallo, come al solito, non ci sta. Vuol vederci chiaro e taglia corto con quel medico da strapazzo. Accetta di aiutare i Carabinieri del paese. Ma perché? Perché Cantagallo è molto amico del vice di Guerra, il maresciallo Tompetrini, uomo intelligente e tutto un altro carabiniere rispetto a Guerra. L’indagine inizia in salita per Cantagallo. Troppi fatti, troppe circostanze girano intorno alla bella ragazza polacca che faceva la badante presso una famiglia in paese, i signori Fiorini. Al commissario, infastidiscono i contorni di quel delitto che piano piano si fanno più nitidi e chiari. Soprattutto, gli danno fastidio gli altri fatti che ha conosciuto su quella ragazza polacca e che le gravitano intorno, soprattutto in relazione ai rapporti con la famiglia Fiorini presso cui lavorava. Vicende difficili da digerire, anche per un poliziotto come lui. Tutto l’omicidio ruota intorno alla famiglia Fiorini che, a sua volta, ruota intorno alla ragazza polacca uccisa, come due precisi ingranaggi ad orologeria. Qualcuno vuole scardinare questo meccanismo, per fare girare le cose in un altro modo e a suo vantaggio. Alla fine, il commissario Cantagallo ricostruirà le mosse dell’omicida. Un particolare fondamentale lo spingerà verso lo spietato criminale. Tutto questo però, non gli basterà. Dovrà giocare sporco per stanare l’assassino. Il commissario ha già pronto l’abile tranello che farà scattare proprio sotto il Forte della Trappola. L’assassino non sospetta nulla e dovrà soccombere all’intuito micidiale di Cantagallo. Cosa aspettate a leggere il giallo del commissario Cantagallo? Buona lettura». 

                                                               Fabio Marazzoli 


Pericolo tra i flaconi per il commissario Cantagallo



Buongiorno e ben ritrovati. Dopo un mese ci ritroviamo in questo blog per fornirvi dei particolari in più sulla nuova indagine di paese del 2017 dei gialli del commissario Cantagallo. 

La mia lontananza dal blog dipende dal fatto che in questo periodo, soprattutto nei fine settimana, sono impegnato nelle rifiniture della stesura dell'ultimo nuovo giallo speciale del commissario Cantagallo. Comunque chi frequenta queste pagine mi dovrebbe conoscere bene e dovrebbe sapere che non sono un tipo social, un po' come il mio commissario.
 
Quindi vi parlo del primo giallo della nuova serie dei gialli che nel 2017 sono stati pubblicati da Cristian Cavinato della Cavinato Editore International di Brescia. Inizio con la presentazione del giallo "FLACONI E VECCHIE RICETTE". L'indagine si svolge a Collitondi, i fatti accadono in pieno luglio per una serie di morti che accadono in un clima infuocato dal bollore dell’anticiclone Africano che attanaglia il paese. Fornisco alcuni particolari del commissario Cantagallo e certe indicazioni sul suo modo di essere che spero vi siano graditi. Cominciamo.

«Il commissario Cantagallo è alle prese con la morte di una anziana degente della clinica Villa Paradiso, che si trova nell’immediata periferia del paese. Il bollore africano la fa da padrone in quei giorni, ma il direttore della clinica è molto ansioso ed è preoccupato che qualche giornalista da strapazzo possa infangare ingiustamente il buon nome della clinica. In pericolo ci sono i facoltosi vecchietti ricoverati e anche, soprattutto, le loro rette giornaliere che foraggiano la clinica. Il direttore della clinica è in allarme, si preoccupa e chiama Cantagallo perché vuole che certifichi l’operato del personale della clinica. C’è un batti e ribatti di competenze e ruoli fra Cantagallo, che non ne vuole sapere di indagare sulla morte naturale di una donna malata, e il direttore, che si sente scivolare la poltrona a Villa Paradiso e insiste per volere degli accertamenti. Alla fine, il commissario si rassegna, anche perché nella clinica ci sono in cura dei personaggi di spicco molto ben conosciuti dal Questore, e convince il direttore a sporgere denuncia contro ignoti. Cantagallo, anche se si dovrà accollare l’indagine, la porterà avanti perché qualcuno glielo ha richiesto. Prima, Cantagallo tergiversa. Poi, riconsidera la situazione. Pensa che non si può tirare da una parte e vuole capire quello che è successo. Ma è successo veramente qualcosa? Da lì, inizia una serie di fatti tanto strani quanto imprevisti e imprevedibili che complicano la situazione e le investigazioni condotte dai poliziotti di Cantagallo. Nel giallo si susseguono fermate obbligate e ripartenze brusche in relazione ad altri fatti che accadono in paese e che rischiano di confondere l’azione del commissario Cantagallo. Ma cosa accade in quei giorni a Collitondi? Di tutto e di più. Donne dai facili costumi e uomini che non si tirano indietro davanti a delle belle donne spregiudicate che il costume fanno alla svelta a toglierselo. Mogli insoddisfatte dal coniuge e mariti che cercano soddisfazioni fuori dal letto coniugale. Vizi privati in night privati e pubbliche virtù messe in piazza nel peggiore dei modi. Badanti familiari che sanno badare a se stesse e collaboratrici domestiche che non sanno dove stanno di casa. Ma che sanno benissimo dove andare per trovare un lavoro in paese. In questa indagine, chi cerca trova e non si tratta solo d badanti e domestiche. Chi trova qualcosa di importante sono anche i barboni di via Livornese che dentro i cassonetti della spazzatura trovano una sorta di elisir di lunga vita che li protegge dalle malattie. Ma tutto questo non torna. Ci sono gli anziani che muoiono nella clinica Villa Paradiso pagando le cure a peso d’oro e ci sono i barboni, invece, che lungo il fiume stanno bene fra cartoni e lamiere di bandone a costo zero. Perché? A questa e a tante altre domande dovrà rispondere il commissario Cantagallo, anche se, all’inizio, non si rende subito conto in quale ginepraio si sia cacciato scegliendo di occuparsi dell’indagine dell’anziana morta alla clinica. Tutto poteva immaginarsi, all’infuori di quello che dovrà mettere in fila per districare uno dei casi più difficili e complessi che gli era mai capitato. Indagine complessa anche perché non è solo una. Molte piste si sovrappongono l’una sull’altra, come le tante scie lasciate sulla sabbia nel deserto. Perché è un vero e proprio deserto quello che il commissario dovrà percorrere in questa indagine. Dove dovrà stare attento a non farsi abbagliare da certi miraggi che potrebbero nascondergli la verità di certe cose accadute. E proprio da una specie di viaggio nel deserto, il commissario troverà un appiglio alle indagini, ripensando a ciò che era accaduto ai tre famosi figli del re di Serendippo, per riportarsi piano piano sulla strada giusta che lo condurrà alla cattura di uno spietato omicida. Cosa aspettate a leggere il giallo del commissario Cantagallo? Buona lettura».
                                                       Fabio Marazzoli