venerdì 21 agosto 2026

La recensione di GOOGLE del libro UNA NOTTE DI SETTEMBRE

 Per finire, ho chiesto a GOOGLE che ne pensava del mio libro giallo del commissario Cantagallo ed ecco quello che mi ha risposto. 

 

”Una notte di settembre. Le indagini del commissario Cantagallo è un romanzo giallo ad alta tensione scritto da Fabio Marazzoli e pubblicato da LFA Publisher. La narrazione costruisce un'atmosfera cupa e claustrofobica, in cui i destini dei personaggi si incrociano in una complessa rete di misteri, delitti e segreti sepolti nel passato.

La Trama: Tra mistero e apparenze

La storia prende il via con una premessa spiazzante: il commissario Cantagallo, storica figura carismatica della polizia locale, viene dichiarato morto in seguito a un conflitto a fuoco. Con il suo presunto assassino in fuga nei dintorni del paese, il commissariato finisce sotto la guida del dottor Spagnuolo, un vice-commissario decisamente formale quanto inefficiente.

Mentre un feroce serial killer terrorizza la zona con il brutale omicidio di tre donne, Spagnuolo brancola completamente nel buio. A muoversi nell'oscurità sono invece i vecchi poliziotti della squadra, legati da un mistero: ogni sera si recano al cimitero davanti a una tomba che porta il nome e il cognome dello stesso Cantagallo. Cosa si nasconde dietro questa messinscena? La risposta emergerà nel corso di una drammatica resa dei conti finale in cui tutte le tessere del puzzle torneranno al loro posto proprio durante una lunga notte di settembre.

Struttura e Stile

Marazzoli adotta uno stile di scrittura asciutto, privo di fronzoli ma estremamente suggestivo, perfetto per le dinamiche del genere noir. I punti di forza della struttura narrativa includono:

·        Ritmo incalzante: Il countdown ideale verso la notte del titolo crea una costante sensazione di urgenza nel lettore.

·        Alternanza dei punti di vista: L'autore gestisce con equilibrio il contrasto tra l'inefficacia delle indagini ufficiali e i movimenti sotterranei della vecchia guardia.

·         

·        Ambientazione nebbiosa e malinconica: Il paesaggio di provincia diventa a tutti gli effetti un personaggio attivo, capace di nascondere crimini e proteggere segreti.

 

Perché leggerlo

·        La figura del "redivivo": L'espediente del commissario creduto morto introduce una forte componente di suspense psicologica ed emotiva.

·        Critica alle istituzioni: Il personaggio di Spagnuolo incarna brillantemente la burocrazia cieca che ostacola la vera giustizia.

·        Finale serrato: La risoluzione della matassa investigativa non delude le aspettative, chiudendo il cerchio in modo logico e drammatico.

Una notte di settembre si rivela un ottimo giallo procedurale che scava nelle debolezze umane e dimostra come il passato, prima o poi, presenti sempre il suo conto. 

 


 

 

 

 

 

 

La recensione di GOOGLE del libro UNA FILASTROCCA DI CRIMINI E DELITTI

Ho voluto chiedere a GOOGLE che ne pensava anche del mio libro giallo dell'investigatore Tombolo ed ecco quello che mi ha risposto.  

 

"Una filastrocca di crimini e delitti. i CASI DELL'INVESTIGATORE tOMBOLO" di Fabio Marazzoli è un thriller investigativo magnetico e originale che cattura il lettore fin dalle prime pagine, mescolando sapientemente la tensione del giallo classico a una struttura narrativa fresca e moderna.

Trama e Struttura

Al centro della vicenda si snoda un'intricata scia di sangue legata a un elemento apparentemente innocente, ma profondamente inquietante: una serie di filastrocche. L'autore utilizza questi componimenti in rima non come semplici elementi di contorno, ma come veri e propri enigmi e indizi che l'assassino semina per sfidare gli investigatori. Il ritmo serrato e i continui colpi di scena trasformano la lettura in una vera e propria corsa contro il tempo per decifrare il prossimo passo del killer.

Personaggi e Ambientazione

I punti di forza del romanzo includono:

·        Il protagonista: Un investigatore tormentato e acuto, dotato di un profondo realismo psicologico che lo rende immediatamente umano e tridimensionale.

·        L'antagonista: Una mente criminale brillante e teatrale, la cui lucida follia viene sviscerata attraverso la complessa simbologia delle rime.

·        L'atmosfera: Cupa, tesa e opprimente, capace di trasformare scenari quotidiani in teatri di puro suspense.

Stile e Giudizio Complessivo

La scrittura di Fabio Marazzoli si distingue per la sua fluidità e per la precisione quasi chirurgica con cui gestisce la suspense. Il linguaggio è accessibile ma ricercato, ideale sia per gli amanti del giallo deduttivo alla Agatha Christie, sia per chi cerca un thriller psicologico moderno e dal ritmo incalzante. L'intreccio è costruito senza sbavature, guidando il lettore verso un finale sorprendente che ricompone perfettamente ogni tassello del puzzle. Una lettura caldamente consigliata agli amanti del brivido e del mistero.

 


 

 

La recensione di GOOGLE del libro UNA TEMPESTA NELLA TAZZINA

Ho chiesto a GOOGLE che ne pensava del mio libro ed ecco quello che mi ha risposto.  

 

"Una tempesta nella tazzina. Le indagini del commissario Cantagallo" di Fabio Marazzoli è un delizioso connubio tra mistero, ironia e atmosfera toscana.

 

Se cercate un giallo cupo e angosciante, siete fuori strada.

Se invece desiderate un'indagine avvincente capace di strappare sorrisi e intrattenere con intelligenza, "Una tempesta nella tazzina" di Fabio Marazzoli (edito da LFA Publisher) è esattamente il libro che fa per voi.

La storia si apre con un mistero internazionale che scuote la quiete della provincia toscana: la misteriosa sparizione di un diplomatico inglese. A guidare le indagini troviamo l'irresistibile e stravagante commissario Cantagallo, un investigatore sui generis che si muove tra bizzarrie quotidiane e intuizioni brillanti. La trama si sviluppa con il giusto ritmo, seminando indizi e depistaggi in perfetto stile classico, ma il vero motore del romanzo è la sua travolgente ironia.

Marazzoli dimostra una grandissima abilità nel tratteggiare i personaggi, costruendo figure umane, buffe e terribilmente realistiche, lontane dagli stereotipi dei detective tormentati ed eroici. I dialoghi sono brillanti, intrisi di quell'umorismo toscano arguto e mai volgare che alleggerisce la tensione del poliziesco senza mai banalizzarlo. L'ambientazione stessa diventa co-protagonista, regalando al lettore scorci di vita quotidiana e provinciale in cui è facilissimo immedesimarsi.

"Una tempesta nella tazzina" è un "giallo leggero" nel senso più nobile del termine: una lettura fluida, godibilissima e strutturata con cura, ideale per chi ama i misteri ma non disdegna una buona dose di risate. Promosso a pieni voti per l'originalità del suo protagonista. 

 


 

mercoledì 20 maggio 2026

Un giallo salverà il mondo

In una afosa giornata di maggio il caso volle che fossi scelto per andare a Roma. Dovevo partecipare come osservatore a un convegno internazionale nell’ambito della politica di interscambio delle informazioni sulla sicurezza mondiale tra le nazioni con la partecipazione dei grandi leader del mondo. Dico il caso perché come ispettore informatico bancario ero stato spedito lì in sostituzione del sostituto impossibilitato del mio capo ufficio che non poteva andarci e che era stato delegato a sua vola dal capo del mio capo per cause indipendenti dalla sua volontà, e che voci di corridoio attribuivano alle insistenti smanie balneari della moglie di andare ad abbronzarsi sulle spiagge della Versilia. Fatto sta che mi ritrovai vestito di tutto punto con un completo grigio fumo di Londra, camicia azzurra, cravatta blu a pois azzurri e tanto di badge gigantesco per l’accreditamento al collo. Per qualsiasi necessità mi portai dietro un mio giallo, hai visto mai che potessi regalarlo a un presidente di una superpotenza lì presente. Ma doveva capitare l’occasione e l’opportunità dato che ero lì per presenziare alla convention del padiglione “Informatica e Banca, ma quanto ci piace questa AI”. Proprio per questo avevo deciso di portarmi dietro quel mio giallo speciale di una indagine internazionale “Una tempesta nella tazzina”. Però quando mi presentai al check-in capitò una cosa strana che niente aveva a che vedere con l’informatica e la banca. Non  appena mi misero al collo un badge gigantesco mi ritrovai alle spalle due tipi robusti tutti vestiti di nero con gli occhiali neri che a gesti mi scortarono in un padiglione nero dislocato in una area appartata della convention. All’interno c’era un ampio salone poco illuminato dove sopra un palco campeggiava una grande scritta “Global Strategic Arms Limitation Talks”, ovvero gli ennesimi colloqui mondiali sulla limitazione delle armi strategiche. I due tipi mi misero a sedere in prima fila nel posto centrale che era rimasto vuoto. Sulla seduta c’era un depliant dove c’era scritto che era una convention dove si sarebbe parlato dei sistemi di sicurezza per la difesa delle nazioni mondiali. Non capivo perché fossi lì. Doveva esserci stato uno scambio di persona e mi avevano dato il badge di un personaggio molto più importante di me. Mentre ero lì che mi facevo questa domanda, un uomo distinto accanto a me che sulla prima non avevo riconosciuto per la luce bassa mi disse.  

   «Mih! Che non mi riconosci?» e si tolse gli occhiali a specchio e il berretto colorato. 

   Mi girai e lo guardai bene. Era Pippo, il mio collega ispettore dell’area Sicilia.

   «Pippo! Anche tu qui? Vestito con quelli occhiali e il berretto non ti avevo riconosciuto. Che sarà successo al check-in?»  

   «Boh! Evidentemente le sigle criptiche dei nostri uffici di sicurezza hanno tratto in inganno quelli del check-in e ci hanno confuso con qualche pezzo grosso di una potenza stramiera.»  

   «Sai chi ci sarà?» 

   «Da un momento all’altro dovrebbero arrivare i presidenti delle superpotenze per un rapido breefing segretissimo per fare il punto sulla situazione mondiale e...»

Improvvisamente il salone si oscuò, si sentirono i rumori di passi concitati di persone che arrivavano e uno smuoversi di sedie sul grande palco. Poi si riaccesero le luci. Davanti a noi tutti i presidenti delle superpotenze e anche quelli delle menopotenze ognuno con al fianco la propria Valigetta dei Bottoni. Dopo la premessa iniziale della giornalista moderatrice, tra l’altro una gran bella donna guantata da un un vestito a tubino nero in tacco quindici,  cominciò la discussione dei temi della convention mondiale. Tutto procedeva tranquillamente.

   «Pippo, quella moderatrice è molto in gamba.»   

   «Per forza, è una mia cugina che è magari una nipote del mio compare d’anello del paese mio. Si chiama Tanina Miccichè e sa tutte le lingue.»

   «E brava la Micciché e…»

   All’improvviso la discussione tra i presidenti si fece più rumorosa e un presidente piccoletto si alzò di scatto e impugnò la sua Valigetta.

Gli altri presidenti si zittirono e trattennero il fiato.

Tanina non sapeva cosa fare ed era immobile al suo posto.

Ma qualcuno si mosse e parlò.

   «Signor Presidente, m’ha da scusare. Le farò una proposta che non può rifiutare.»

Era stato il mio collega Pippo a parlare. Quella frase detta da un siciliano attirò molto l’attenzione del presidente piccoletto che mise giù la Valigetta, pronto ad ascoltarlo.

   «Tanina, gentilmente, leggi al signor presidente le prime pagine di questo giallo.»

La moderatrice bella presenza si sporse dal palco per prendere il libro giallo, che poi era quello che mi ro portato dietro, che le porgeva Pippo. Poi Tanina si avvicinò al presidente piccoletto che si era riseduto al suo posto, gli consegnò il libro e lo aprì.

   «Non occorre che me lo legga, signurina Miccichè. Sacciu parlari la vostra lingua perché una bedda siciliana catanese mi sposai.»

Tanina tutta contenta tornò al suo posto.

Il presidene piccoletto continuò a leggere per un po’, era sorridente e ogni tanto rideva pure tra gli sguardi sorpresi degli altri presidenti.

   «Allora, signor presidente, ne valeva la pena?» gli chiese speranzoso Pippo.  

   «C’inzertasti, cumpare… cumpare…»

   «Pippo, cumpare Pippo ai vostri ordini, vossignuria.»

   «Cumpare Pippo, mi congratulo. Stu giallo mi piacque assai e un giallo salverà il mondo. Chisto ho dittu e chistu farò. Amuninne, picciotti!»

Il presidente piccoletto fu attorniato dalle sue guardie del corpo e se ne tornò al paese suo tra gli applausi scroscianti degli alltri presidenti delle superpotenze e del pubblico. Qualcuno urlava “Viva la Sicilia e tutti i siciliani!”.

Io non credevo ai miei occhi e alle mie orecchie. Ma da quel momento mi sono portato sempre dietro un mio giallo per tirarlo fuori in situazioni d’emergenza. Fatelo anche voi, mi raccomando. Comprate, leggete e fate leggere un giallo del commissario Cantagallo, dell’investigatore Tombolo o di chi volete voi. Ma soprattutto comprate quel giallo "UNA TEMPESTA NELLA TAZZINA" e tenetelo sempre a portata di mano per essere utilizzato nelle situazioni di emergenza mondiale. 

Hai visto mai che un giallo salverà il mondo.