giovedì 23 marzo 2017

Il giallo internazionale in EDIZIONE SPECIALE per i 10 anni di Cantagallo


"Giovedì gnocchi", si direbbe dalle mie parti. 
Ma da "queste parti" viene meglio un "Giovedì blogghi" con un blog saporito che vi fornisce un'anticipazione freschissima e gustosissima, almeno spero. 

Anno particolare e giallo particolare. 
Per i 10 anni delle indagini del commissario Cantagallo ho già anticipato al mio Editore Cristian Cavinato della Cavinato Editore International di Brescia, la scrittura di un giallo speciale particolarissimo. 
Questo giallo dovrebbe uscire in autunno proprio nell'occasione di tale anniversario.
  
Il giallo è particolare e divertente perché Cantagallo viene invischiato in un’indagine internazionale dove i personaggi che gli ruotano intorno sono spassosi e quasi surreali. Ne viene fuori un’indagine fuori dalle righe che sorprenderà il lettore pagina dopo pagina.

La storia è in scrittura e lo scriverla non è una cosa semplice perché...
No, meglio non dirvi il perché. Vi darei delle anticipazioni troppo in anticipo ed è meglio non dire altro per scaramanzia.

Nell'attesa vi faccio vedere l'anteprima camuffata della copertina del giallo. 

mercoledì 22 marzo 2017

Il "tappeto" di Fabio sul suo blog Librinviaggio


Appuntamento speciale (e due) per ricordare un altro fatto altrettanto speciale.

Calma, Fabio sul suo blog non vende tappeti.
Il gentile Fabio è un attento e critico lettore di libri di vario genere sul suo blog "Librinviaggio", frequentatissimo da molti lettori.
L'anno scorso, più o meno in questo periodo, fece la recensione del giallo "Un vecchio tappeto persiano", pubblicato da Cristian Cavinato della Cavinato Editore International di Brescia, sottolineando gli aspetti migliori della storia e indicandomi certi accorgimenti di cui ho fatto tesoro nella scrittura dei gialli successivi. 
Nell'occasione di avervi fatto leggere la sua nuova recensione di quest'anno del giallo "Segreto fra le righe", mi è sembrato giusto riproporre anche il suo commento per questo giallo.
Grazie, Fabio!





Il libro di oggi è ”Un vecchio tappeto persiano” di Fabio Marazzoli, un romanzo giallo ambientato a Collitondi, un immaginario paese della bella Toscana. Si tratta del primo romanzo lungo che vede protagonista il commissario Cantagallo dopo una serie di romanzi brevi. Una notte da dimenticare, è questo quello in cui si trova coinvolto il commissario Cantagallo: due appartamenti svaligiati, oggetti di grande pregio rubati e due misteriosi omicidi. Tutto in una sola sera. Cantagallo, affiancato dalla sua squadra, dovrà cercare di far luce su tutti questi misteriosi crimini, mettendo insieme le tessere di un puzzle complesso ma che, forse, porterà ad un’unica, inattesa soluzione. ”Un vecchio tappeto persiano” di Fabio Marazzoli è un giallo un po’ fuori dagli schemi ordinari. La storia comincia con la descrizione dei due furti a opera di due ladruncoli di bassa lega. I due ladri protagonisti dell’episodio, e il fatto stesso, sono descritti con toni molto ironici, quasi parodistici, esasperando il comportamento e i dialoghi dei due criminali in modo forse un po’ esagerato al punto da dare l’idea di trovarsi di fronte a una tipica scena della commedia all’italiana. Proseguendo, la storia abbandona questo eccesso pur conservando una piacevole ironia.
Il racconto sembra essere ambientato negli anni ’90, cosa non apertamente dichiarata, ma deducibile dalla presenza di videocassette e dal modo in cui si parla di computer e internet. La particolarità del romanzo è la presenza di personaggi molto caratterizzati, ognuno con una propria e ben definita identità, e dalla scelta dell’autore di non limitarsi a raccontare l’indagine, ma di immergere la storia in un quadro più generico e familiare: Cantagallo che rientra a casa, che fa la spesa, che accompagna il figlio, la vice Nicoletta che pranza a casa per stare con marito e figli; insomma, tutta una serie di aspetti che ho apprezzato perché mi hanno permesso di conoscere i personaggi e di sentirne un po’ la mancanza alla fine della lettura.
La parte di indagine, il giallo vero e proprio, ha come obiettivo la soluzione di un duplice furto e di un duplice omicidio, apparentemente slegati tra di loro. Lo sviluppo è piuttosto semplice, ma avvincente e scorrevole e in linea di massima risulta verosimile a parte un paio di passaggi che ho trovato un po’ forzati, purtroppo non posso entrare nei dettagli per non rovinarvi la lettura.
Nel complesso ”Un vecchio tappeto persiano” di Fabio Marazzoli è un romanzo piacevole, una lettura leggera ma allo stesso tempo coinvolgente che porta il lettore in un piccolo paese della Toscana a conoscere personaggi simpatici della cui compagnia si gode volentieri. 



Visitate il suo blog per leggere la recensione completa.

http://www.librinviaggio.com/romanzi/gialli/2016/03/un-vecchio-tappeto-persiano/ 


Il "segreto" di Fabio sul suo blog Librinviaggio


Appuntamento speciale per un fatto altrettanto speciale.

Calma, non c'è nessun segreto sul blog di Fabio.
Il gentile Fabio è un attento e critico lettore di libri di vario genere sul suo blog "Librinviaggio", frequentatissimo da molti lettori.
Qualche giorno fa ha fatto la recensione del giallo "Segreto fra le righe" pubblicato Cristian Cavinato​ della Cavinato Editore International di Brescia. 
Ecco il perché del suo "segreto".
Fabio nel suo pendolarismo ferroviario ha letto il giallo e ha indicato nella sua recensione i lati positivi della storia, fornendomi anche alcune dritte di cui farò tesoro nella scrittura del prossimo giallo di mare. 
Nel prossimo blog di oggi leggerete anche la sua vecchia recensione dell'anno scorso del giallo "Un vecchio tappeto persiano".  
Grazie, Fabio!




Qualche tempo fa ho letto e vi ho parlato del romanzo “Un vecchio tappeto persiano” di Fabio Marazzoli, oggi vi parlo invece del suo romanzo “Segreto fra le righe”, una nuova indagine del commissario Cantagallo.
“Segreto fra le righe” è un romanzo piuttosto breve ambientato in un piccolo e immaginario paese costiero della Toscana dove Cantagallo si trova in vacanza con la famiglia. Come spesso succede anche nella vita reale, il lavoro non ti abbandona nemmeno in ferie e quindi ecco ci scappa il morto.
La vittima è un giovane muratore all’apparenza morto a causa di un’accidentale caduta dagli scogli avvenuta durante la notte. Fin da subito al commissario Cantagallo, interpellato in qualità di consulente alle indagini, qualcosa non torna: quello che sembra un incidente ha tutta l’aria di essere nientemeno che un omicidio. Come nel precedente romanzo, Marazzoli immerge le indagini in un contesto di vita quotidiana: piccoli vicissitudini famigliari, riflessioni personali dei personaggi e altro ancora fanno da contorno a quella che è poi la vera e propria soluzione del caso.
Devo dire che in “Segreto fra le righe” questo aspetto è forse un po’ troppo estremizzato e l’indagine risulta alle volte un po’ messa in ombra da fatti e dialoghi non sempre connessi alla storia. Alla fine del romanzo si ha un po’ la sensazione che l’aspetto investigativo, a conti fatti, occupi poco spazio. D’altro canto è anche vero che si tratta di un romanzo piuttosto breve quindi la scelta potrebbe essere voluta, ma non mi sarebbe dispiaciuto uno sviluppo più articolato dell’indagine, soprattutto ripensando ad alcuni passaggi, anche importanti per la risoluzione del caso, che vengono forse esauriti con troppa rapidità e semplicità.
Dal punto di vista stilistico, ho con piacere notato la quasi totale scomparsa del virgolettato nel testo, dettaglio che non mi aveva entusiasmato nel precedente libro.
Nel complesso “Segreto fra le righe” è un romanzo leggero e piacevole che ha accompagnato i miei spostamenti pendolari per qualche giorno insieme a un simpatico gruppetto di personaggi che hanno conservato la semplicità e la genuinità che li aveva caratterizzati già nel precedente libro.



Visitate il suo blog per leggere la recensione completa.

https://www.librinviaggio.com/romanzi/gialli/2017/03/segreto-fra-le-righe/

domenica 19 marzo 2017

Today Sam is happy man: la spregiudicata Cindy Cinnamon


Fuori programma domenicale con la storia di un finale da inventare sul momento per un blog di lettori, lo "Starbooks coffee", a cura della gentile Carlotta Borasio. 
Giusto cinque anni fa, a marzo 2012, dovevo, a partire da un incipit, inventarmi un finale per quello che Carlotta definì un incipit da catastrofe. La cosa piacque molto e la propongo volentieri a tutti voi.   

Questo è l'incipit da catastrofe da completare...



"E poi, un certo giovedì, quasi duemila anni dopo che un uomo era stato inchiodato a un palo per avere detto che sarebbe stato molto bello cambiare il modo di vivere e cominciare a volersi bene gli uni con gli altri, una ragazza seduta da sola a un piccolo caffè di Rickmansworth capì d’un tratto cos’era che per tutto quel tempo non era andato per il verso giusto, e finalmente comprese in che modo il mondo sarebbe potuto diventare un luogo di felicità. Questa volta la soluzione era quella giusta, non poteva non funzionare, e nessuno sarebbe stato inchiodato ad alcunché.Purtroppo però, prima che la ragazza riuscisse a raggiungere un telefono per comunicare a qualcuno la sua idea, accadde una stupida quanto terribile catastrofe, e di quell’idea non si seppe mai più nulla."  





...e questo è il mio finale.

"
Chi sarebbe stata ad ascoltarla e di giovedì? 
Lo sapeva già. Cindy Cinnamon, la sua amica articolista del Virginia St. Paul Telegraph. L’articolo avrebbe avuto un effetto big bang sulla comunità. 
Per non parlare poi di quello che avrebbe detto nel sermone il carismatico reverendo Sam Jefferson. Vedeva i titoli scorrere nella VNN, le immagini sfavillare nello schermo gigante della NBA e George Bush stringerle la mano: “Thanks”, le avrebbe detto. 
Proprio così, anche se era giovedì. 
Puntò il telefono nero a gettoni vicino all’entrata: era libero. 
Non fece in tempo a muoversi. 
Un rumore assordante squarciò la vetrina del bar portandosi dietro tavoli, sedie e pure il telefono. 
Una rossa Chevrolet pacchiana si era infilata nel bar. 
Al posto di guida c’erano un nero sudaticcio e una bionda esplosiva, mezzi vestiti. 
Lui riprese contatto con la realtà. 
Lei si sistemò gli short mentre con una quarta da urlo proteggeva il volto dell’uomo: un’eroina americana in formato airbag 90-60-90.


Poi la bionda si voltò. 
Era Cindy Cinnamon! 
La ragazza non capiva e la bionda le spiegò. 
Aveva avuto una gran bella idea per fare felice il mondo. Intanto iniziava a far felici gli uomini che conosceva. 
La ragazza continuava a non capire dicendo che quello non era proprio il metodo che predicava il reverendo Jefferson. 
La bionda la rassicurò. 
Le spiegò che lo stesso reverendo non capiva e allora lei gli aveva fatto vedere un bell’esempio pratico della sua idea. 
Solo allora il saggio reverendo, vedendo la spregiudicata e amorevole Cindy all'opera sotto i suoi occhi e sopra qualche altra cosa, aveva capito e disse: “Today Sam is happy man!”. 
Poi le dette la sua benedizione e la proclamò unica e vera profeta della felicità nel mondo. 
Poi le suggerì anche di ritornare da lui ogni tanto perché la felicità dell’uomo è infinita.
 
"





sabato 18 marzo 2017

IL Questore e il commissario: pista cinese in "Lo sguardo nel buio"


Eccoci alla seconda parte della riunione in Questura del commissario Cantagallo nel giallo "Lo sguardo nel buio". Cantagallo ha appena finito l'incontro col vicario, dove Bonadonna, nei colloqui preliminari, ha già indicato al poliziotto la strada del nulla di fatto per chiudere il caso, secondo l'ipotesi investigativa della Questura. Cantagallo, da buon incassatore, incassa dal vicario e passa al secondo decisivo incontro col Questore. Non ci sta a fare il gioco dei due dirigenti incapaci e si prepara per dare il meglio di sé nel colloquio con Zondadari. Fino ad oggi dai suoi confronti verbali col Questore è sempre uscito imbattuto e anche stavolta dovrà dare il meglio di sé per metterlo al tappeto. 




                       Anche in questo appuntamento batto l'articolo a proposito del
       giallo "LO SGUARDO NEL BUIO", il giallo corto ambientato a Collitondi che è stato
                         trasmesso in un adattamento radiofonico a RADIO 3 NETWORK 
                                                  di Poggibonsi nel febbraio 2012,
                           grazie alla voce della bravissima speaker Simona Grossi Landi,
                  a cura della gentile ideatrice Claudia Giammaria e del mitico dj Mirco Roppolo. 

Il giallo è stato pubblicato da Cristian Cavinato della Cavinato Editore International
in e-book e cartaceo.

P.S. Mi raccomando, comprate, comprate, comprate e fate comprare i gialli del commissario Cantagallo perché "leggere gratis il blog" è bene ma "leggere tutto il libro" è meglio, per l'editore e per l'autore!

Buona lettura a tutti voi. 



 "   «AVANTI!».
    «Questore, buonasera. Il vicario mi anticipava…».
    «Vivaddio, Cantagallo! Ma di che anticipo d’Egitto sta parlando, Cantagallo! Lei è sempre in ritardo!».
    «Siccome, il vicario parlava…» il commissario tentava di spiegare il motivo del ritardo per l’incontro preliminare con Bonadonna, ma non ci riusciva.
    «Parlare?! Ma che parlare e parlare! Qui servono i fatti, Cantagallo! La situazione è drammatica! Siamo alla gogna! La mia persona è irrisa e sbeffeggiata per colpa di un imbecille di un cieco che poteva andare a camminare da un’altra parte e invece si è andato a mettere nel mezzo a uno scontro fra le bande cinesi delle “furie gialle”! Legga qui!» e gli buttò una copia odierna del quotidiano “Il Corriere di Castronuovo” che titolava a nove colonne.

        Il CORRIERE DI CASTRONUOVO
             Dalla Cina con furore!
       A Collitondi ucciso un uomo cieco
     a colpi di karatè durante uno scontro
            tra bande rivali cinesi.
      Rapina andata male o c’è dell’altro?
           La Giustizia è bendata,
        ma la Questura è cieca davanti
         al crimine giallo che dilaga.



    «E non è tutto, Cantagallo. Ieri sera ho ricevuto la telefonata del Sostituto Procuratore Fontanarosa. In buona sostanza, il presidente Orfeo Occhionero, dell’Unione Italiana Ciechi della Val Marna, aveva telefonato al dottor Fontanarosa il quale aveva ricevuto l’efferata notizia mentre si trovava nientepopodimeno che a una cena di beneficenza. La cena faceva parte dell’iniziativa “Misericordia senza frontiere” organizzata dalla dama di carità marchesa Petula Ognibene di Castronuovo, in favore dei bambini di una sperduta missione dell’Africa centrale. Per non parlare poi di quello che ha detto la pia reverenda Madre Maria Clementina».
    Cantagallo aveva aggrottato la fronte perché non capiva.
    «Ma questa reverenda Clementina che c’entra?».
    «Vivaddio! C’entra eccome! Lei vive fuori dal mondo, commissario Cantagallo. Non sa davvero chi sia la reverenda Clementina?!».
    «No, anche perché non sono tenuto a sapere…».
    «Lei è tenuto a sapere tutto! Ha capito! Ad ogni buon conto, la pia reverenda madre Maria Clementina è la Superiora del Convento delle Immacolate Serve Caritatevoli in Adorazione Perpetua del Santissimo Salvatore e ha rimarcato con santa coscienza quel fatto disdicevole del cieco morto. In buona sostanza, le suore poverelle gestiscono un albergo a una stella chiamato “Pio Albergo del Pellegrino del Santissimo Salvatore” che è situato fra Castronuovo e Collitondi. L’Unione Ciechi del presidente Occhionero, in occasione dell’imminente convegno della sua associazione, ha fatto una speciale convenzione con il Pio Albergo per accogliere i congressisti durante la tre giorni castrese. Il presidente è preoccupato per il clima di tensione che si potrebbe creare fra i soci convenuti per colpa di quel fatto disdicevole, come ricordava quella santa donna della Superiora».
    Certamente, la madre Clementina si è subito preoccupata di avere una mano dall’alto, senza scomodare l’Altissimo, per far calmare le acque a proposito del delitto del cieco e soprattutto per evitare che il “fatto disdicevole” si riflettesse negativamente sugli incassi del Pio Albergo con la disdetta delle camere già prenotate, pensò immediatamente Cantagallo in quel momento.
    «Ad ogni buon conto, i fatti accaduti possono mettere a repentaglio i ciechi in pellegrinaggio nella Val Marna con pesanti ripercussioni sulle entrate, ovvero sugli arrivi, del Pio Albergo».
    «Ma di quale pellegrinaggio di ciechi parla, Questore?» insisteva il commissario, visibilmente scocciato da quella specie di Lascia o Raddoppia sulla Curia di Castronuovo.
    «Ma di quale scempiaggini parla lei, Cantagallo! Legga i giornali e s’informi sul convegno indetto dal presidente Occhionero. E poi, vivaddio, non m’interrompa! In buona sostanza, veniamo a noi.  Ad ogni buon conto, il caso dell’omicidio del cieco è risolto.  Il delitto è stato commesso dalle “furie gialle”. Non mi soffermo oltre perché tutti i dettagli le sono stati forniti dal dottor Bonadonna e devo aggiornare il Sostituto Procuratore Fontanarosa della conclusione dell’attività investigativa».
    Cantagallo non ci stava e incominciò a insinuare dei dubbi in quella soluzione abborracciata dal vicario riferendo la propria versione dei fatti accaduti.
    «Sì, in effetti, il vicario mi ha accennato a questa ipotesi. Ma dagli elementi in mio possesso sembra emergere un’altra verità e un’altra pista investigativa che verificherò nei prossimi giorni».
    Zondadari a sentire quelle parole, gelò. Non si aspettava che il commissario avesse un’altra ipotesi su quel delitto. Rimase muto e immobile ad ascoltarlo. Fissava sbalordito il commissario come se ascoltasse il Dalai Lama che parlava in aramaico.
    Cantagallo, sicuro di sé e placido come un autista al volante di uno schiacciasassi in movimento, continuava il suo ragionamento per asfaltare la versione di Bonadonna.
    «L’ipotesi delle “furie gialle” potrebbe essere plausibile, ma non dalle nostre parti. A Collitondi e nella nostra provincia non esiste il problema della malavita cinese, anzi. Tutti i cittadini di quella nazione sono perfettamente integrati nella comunità del mio paese e della sua città. Tutti coloro che fanno parte della comunità cinese di Collitondi hanno delle attività commerciali regolari oppure lavorano come badanti in casa di anziani non auto-sufficienti, senza contare i tanti studenti che dalla Cina vengono a studiare all’Università di Castronuovo. Fino ad oggi non sono stati schedati dei cittadini cinesi per attività fuori dalla legalità. Secondo me, sarebbe un grave errore puntare il dito accusatore verso una comunità straniera che studia, lavora e offre un servizio sociale ai nostri cittadini».
    Il Questore continuava a fissarlo, ma in modo diverso. Forse prendeva in considerazione le parole del poliziotto oppure comprendeva l’aramaico del Lama.
    Cantagallo si preparava alla stoccata finale del suo discorso per convincere il Questore a cambiare idea e ad affidargli l’indagine. Anche a costo d’inventarsi delle notizie di sana pianta.
    «Per non parlare, poi, delle voci di corridoio che danno per sicura o quasi la partecipazione di un’importante azienda cinese fra gli sponsor dell’imminente congresso di cultura internazionale che si terrà nel Palazzo del Comune di Castronuovo».
    In quel periodo le iniziative culturali in città si sprecavano e Cantagallo sapeva benissimo che il Questore non poteva tenerle a mente tutte. E continuava.
    «Secondo me, sarebbe una mossa “politicamente” sbagliata anche perché, in occasione della manifestazione culturale, molti dei congressisti del lontano oriente potrebbero trovare ristoro in quel Pio Albergo delle Perpetue Suore Adoranti il Caritatissimo Salvatore o come si chiamano».
    Cantagallo non si poteva dire che fosse un grande conoscitore o frequentatore dei luoghi sacri della sua provincia.
    «Questore, mi dia una settimana e le risolvo il caso. Controlliamo la mia pista investigativa e salviamo capra e cavoli».
    «Ma di che diavolo di capra e cavoli parla, Cantagallo?».
    Il commissario più che a una capra pensava a un caprone, il Questore, e ai cavoli, i suoi, per spiegare ai giornalisti la faccenda delle fantomatiche “furie gialle”.
    Intanto Zorro iniziava la sua filippica.
    «Non siamo mica sull’aia di una fattoria? Siamo nell’ufficio di un Questore! Vivaddio, cerchiamo di concentrare la nostra attenzione sulle cose importanti. Lo sa come dicevano i latini? Lasci stare, glielo dico io: “Aquila non capit muscas”. In buona sostanza, per dirla in parole povere e a lei comprensibili, la frase vuol significare che si devono trascurare gli obiettivi di minore importanza rispetto a quelli principali. L’obiettivo principale è fornire in tempi rapidi un colpevole al dottor Fontanarosa! E questo è quello che deve essere fatto. L’ipotesi del delitto è quella delle “furie gialle” e non si torna indietro!».
    «Questore, ci pensi bene. Non vorrei che fosse data agli organi di stampa una soluzione semplicistica e sbrigativa di questo delicato e oscuro caso d’omicidio. Soprattutto se poi venissero a galla dei fatti che smentissero la sua, se mi permette, sconclusionata ipotesi. I giornalisti c’inzupperebbero il pane e la sua persona sarebbe sicuramente screditata. Oltre al fango che la sua disgraziata ipotesi getterebbe sull’incolpevole comunità cinese».
    Cantagallo infine doveva tirare in ballo la giornalata per farsi ascoltare.
    «Già immagino i titoli a nove colonne del maggiore quotidiano della città».
    Zondadari era perplesso e immaginava a sua volta la notizia minacciata da Cantagallo.

         Il CORRIERE DI CASTRONUOVO
         Falsa la pista delle ‘furie gialle’
              del Questore Zondadari!
             ‘No comment’ di Zondadari
           sulla vicenda che ha infangato
    l’immagine dell’operosa comunità cinese.
     Convocazione d’urgenza alla Farnesina
        per le scuse all’ambasciatore cinese.



    «Va bene, Cantagallo. In buona sostanza, alla luce dei fatti nuovi, di cui giungo a conoscenza solo adesso, convengo che ci siano degli elementi validi per intraprendere la pista investigativa che mi ha indicato poc'anzi. Ad ogni buon conto, della settimana che mi ha chiesto non se ne parla nemmeno».
    Zorro s’accomiatò con il solito ghigno schifato che palesava l’insofferenza nei confronti del poliziotto.
    «Le concedo un paio di giorni “tutto compreso” e non uno di più. Se li faccia bastare. Può andare, commissario Cantagallo. Sono atteso a una videoconferenza con il dottor Fontanarosa. Buonasera».
    Cantagallo si congedò con lo stesso sorriso beffardo che sfoggiava quando manifestava la vittoria su Zorro.
    «Bene, Questore. Sono pochi ma cercherò di farmeli bastare e avrà il colpevole. Buonasera».
    Come sempre aveva raggiunto il suo scopo e aveva strappato a Zorro dei giorni in più per concludere l’indagine. "