domenica 19 novembre 2017

Social delle mie brame, chi è la più bella del reame?


I tempi cambiano e con i loro le regole per determinare la bellezza di una donna. Non sono certo più i tempi delle favole dove bastava chiedere a uno specchio chi fosse la più bella, perché oggi le regole della bellezza si creano attraverso Facebook, Instagram, Youtube, Musically, eccetera, eccetera. Ma tutte queste regole dettate dai social siamo proprio sicuri che convengano alle donne per determinare la propria autostima?

Leggete quello che è scritto in questo particolare blog per le donne. 



Attrazione per una collana per il commissario Cantagallo



Di nuovo buongiorno e di nuovo ben ritrovati. Secondo appuntamento in questa bella domenica di novembre per fornirvi dei particolari in più sulla nuova indagine di mare del 2017 dei gialli del commissario Cantagallo. 

Come ho già scritto, la mia lontananza dal blog è dovuta al fatto che sono impegnato nelle rifiniture della stesura dell'ultimo nuovo giallo speciale del commissario Cantagallo. Comunque chi frequenta queste pagine lo sa: non sono un tipo social, un po' come il mio commissario. 

Quindi vi parlo del secondo giallo della nuova serie dei gialli che nel 2017 sono stati pubblicati da Cristian Cavinato della Cavinato Editore International di Brescia. Questa è la presentazione del giallo "LA COLLANA DI AMBRA", un'inchiesta di mare che si svolge a Castiglioni Marina, località toscana nel litorale maremmano. Fornisco alcuni particolari del commissario Cantagallo e certe indicazioni sul suo modo di essere che spero vi siano graditi. Cominciamo.


«Il commissario Cantagallo, nell’inchiesta di mare del giallo “La collana di ambra”, è alle prese con la morte di una ragazza polacca che è stata trovata morta in uno stabilimento balneare lontano dal paese, alla Punta Sant’Andrea, sotto il “Forte della trappola”. Quel luogo, un tempo, vedeva soccombere i pericolosi saraceni che vi si avventuravano e oggi è il teatro di una tragica vicenda, dove ha trovato la morte una giovane badante polacca per overdose. Anche questa storia non è una vera e propria indagine, ma è un’inchiesta. I fatti accadono in tempi troppo stretti e il luogo dove avviene il crimine è racchiuso in un ambiente circoscritto. Cantagallo è in ferie con la famiglia e, immancabilmente, quando viene trovata morta una persona il maresciallo Guerra lo chiama perché vuole avere la certezza che tutto sia a posto. Non tanto per il senso del dovere, piuttosto per non essere sbattuto, in caso di errore, in un’altra località marina ma in Sardegna. Guerra è un carabiniere con capacità investigativa zero ma non sottovaluta i delitti. Chi, invece, eccelle in sottovalutazioni è il medico del porto, il borioso e pressappochista dottor Lanzara, accreditato da Guerra come medico legale “avventizio”. Tutto è chiaro per il dottor Lanzara: si tratta di una “morte per overdose”. Lanzara fa il medico generico ma intende dimostrare a tutti che può essere un “medico legale”. Fornisce sempre delle conclusioni affrettate per liberarsi dell’impiccio, senza interessarsi alla vera causa della morte. Il medico è convinto che quando i turisti muoiono, muoiono sempre per cause accidentali e per uno stile di vita marino tragicamente sbagliato. Però Lanzara nelle sue “valutazioni” non ne ha mai azzeccata una, e non lo vuole mai ammettere. Cantagallo si reca sul posto e controllo il cadavere della donna. Da ciò che ha visto, la morte per overdose è stata inscenata per camuffare un omicidio. La ragazza polacca è stata strangolata. Qui Cantagallo trova il dottor Lanzara in un normale “atteggiamento professionale”: è appollaiato sulla passatoia in legno dello stabilimento balneare con lo sguardo assente verso il mare e un sigaro spento al lato della bocca. Alla vista di Cantagallo, il dottor Lanzara si anima e incomincia a discutere col commissario. Si rivolge al poliziotto col suo tipico modo di fare strafottente per difendere la sua sconclusionata ipotesi. Cantagallo, come al solito, non ci sta. Vuol vederci chiaro e taglia corto con quel medico da strapazzo. Accetta di aiutare i Carabinieri del paese. Ma perché? Perché Cantagallo è molto amico del vice di Guerra, il maresciallo Tompetrini, uomo intelligente e tutto un altro carabiniere rispetto a Guerra. L’indagine inizia in salita per Cantagallo. Troppi fatti, troppe circostanze girano intorno alla bella ragazza polacca che faceva la badante presso una famiglia in paese, i signori Fiorini. Al commissario, infastidiscono i contorni di quel delitto che piano piano si fanno più nitidi e chiari. Soprattutto, gli danno fastidio gli altri fatti che ha conosciuto su quella ragazza polacca e che le gravitano intorno, soprattutto in relazione ai rapporti con la famiglia Fiorini presso cui lavorava. Vicende difficili da digerire, anche per un poliziotto come lui. Tutto l’omicidio ruota intorno alla famiglia Fiorini che, a sua volta, ruota intorno alla ragazza polacca uccisa, come due precisi ingranaggi ad orologeria. Qualcuno vuole scardinare questo meccanismo, per fare girare le cose in un altro modo e a suo vantaggio. Alla fine, il commissario Cantagallo ricostruirà le mosse dell’omicida. Un particolare fondamentale lo spingerà verso lo spietato criminale. Tutto questo però, non gli basterà. Dovrà giocare sporco per stanare l’assassino. Il commissario ha già pronto l’abile tranello che farà scattare proprio sotto il Forte della Trappola. L’assassino non sospetta nulla e dovrà soccombere all’intuito micidiale di Cantagallo. Cosa aspettate a leggere il giallo del commissario Cantagallo? Buona lettura». 

                                                               Fabio Marazzoli 


Pericolo tra i flaconi per il commissario Cantagallo



Buongiorno e ben ritrovati. Dopo un mese ci ritroviamo in questo blog per fornirvi dei particolari in più sulla nuova indagine di paese del 2017 dei gialli del commissario Cantagallo. 

La mia lontananza dal blog dipende dal fatto che in questo periodo, soprattutto nei fine settimana, sono impegnato nelle rifiniture della stesura dell'ultimo nuovo giallo speciale del commissario Cantagallo. Comunque chi frequenta queste pagine mi dovrebbe conoscere bene e dovrebbe sapere che non sono un tipo social, un po' come il mio commissario.
 
Quindi vi parlo del primo giallo della nuova serie dei gialli che nel 2017 sono stati pubblicati da Cristian Cavinato della Cavinato Editore International di Brescia. Inizio con la presentazione del giallo "FLACONI E VECCHIE RICETTE". L'indagine si svolge a Collitondi, i fatti accadono in pieno luglio per una serie di morti che accadono in un clima infuocato dal bollore dell’anticiclone Africano che attanaglia il paese. Fornisco alcuni particolari del commissario Cantagallo e certe indicazioni sul suo modo di essere che spero vi siano graditi. Cominciamo.

«Il commissario Cantagallo è alle prese con la morte di una anziana degente della clinica Villa Paradiso, che si trova nell’immediata periferia del paese. Il bollore africano la fa da padrone in quei giorni, ma il direttore della clinica è molto ansioso ed è preoccupato che qualche giornalista da strapazzo possa infangare ingiustamente il buon nome della clinica. In pericolo ci sono i facoltosi vecchietti ricoverati e anche, soprattutto, le loro rette giornaliere che foraggiano la clinica. Il direttore della clinica è in allarme, si preoccupa e chiama Cantagallo perché vuole che certifichi l’operato del personale della clinica. C’è un batti e ribatti di competenze e ruoli fra Cantagallo, che non ne vuole sapere di indagare sulla morte naturale di una donna malata, e il direttore, che si sente scivolare la poltrona a Villa Paradiso e insiste per volere degli accertamenti. Alla fine, il commissario si rassegna, anche perché nella clinica ci sono in cura dei personaggi di spicco molto ben conosciuti dal Questore, e convince il direttore a sporgere denuncia contro ignoti. Cantagallo, anche se si dovrà accollare l’indagine, la porterà avanti perché qualcuno glielo ha richiesto. Prima, Cantagallo tergiversa. Poi, riconsidera la situazione. Pensa che non si può tirare da una parte e vuole capire quello che è successo. Ma è successo veramente qualcosa? Da lì, inizia una serie di fatti tanto strani quanto imprevisti e imprevedibili che complicano la situazione e le investigazioni condotte dai poliziotti di Cantagallo. Nel giallo si susseguono fermate obbligate e ripartenze brusche in relazione ad altri fatti che accadono in paese e che rischiano di confondere l’azione del commissario Cantagallo. Ma cosa accade in quei giorni a Collitondi? Di tutto e di più. Donne dai facili costumi e uomini che non si tirano indietro davanti a delle belle donne spregiudicate che il costume fanno alla svelta a toglierselo. Mogli insoddisfatte dal coniuge e mariti che cercano soddisfazioni fuori dal letto coniugale. Vizi privati in night privati e pubbliche virtù messe in piazza nel peggiore dei modi. Badanti familiari che sanno badare a se stesse e collaboratrici domestiche che non sanno dove stanno di casa. Ma che sanno benissimo dove andare per trovare un lavoro in paese. In questa indagine, chi cerca trova e non si tratta solo d badanti e domestiche. Chi trova qualcosa di importante sono anche i barboni di via Livornese che dentro i cassonetti della spazzatura trovano una sorta di elisir di lunga vita che li protegge dalle malattie. Ma tutto questo non torna. Ci sono gli anziani che muoiono nella clinica Villa Paradiso pagando le cure a peso d’oro e ci sono i barboni, invece, che lungo il fiume stanno bene fra cartoni e lamiere di bandone a costo zero. Perché? A questa e a tante altre domande dovrà rispondere il commissario Cantagallo, anche se, all’inizio, non si rende subito conto in quale ginepraio si sia cacciato scegliendo di occuparsi dell’indagine dell’anziana morta alla clinica. Tutto poteva immaginarsi, all’infuori di quello che dovrà mettere in fila per districare uno dei casi più difficili e complessi che gli era mai capitato. Indagine complessa anche perché non è solo una. Molte piste si sovrappongono l’una sull’altra, come le tante scie lasciate sulla sabbia nel deserto. Perché è un vero e proprio deserto quello che il commissario dovrà percorrere in questa indagine. Dove dovrà stare attento a non farsi abbagliare da certi miraggi che potrebbero nascondergli la verità di certe cose accadute. E proprio da una specie di viaggio nel deserto, il commissario troverà un appiglio alle indagini, ripensando a ciò che era accaduto ai tre famosi figli del re di Serendippo, per riportarsi piano piano sulla strada giusta che lo condurrà alla cattura di uno spietato omicida. Cosa aspettate a leggere il giallo del commissario Cantagallo? Buona lettura».
                                                       Fabio Marazzoli 


lunedì 16 ottobre 2017

THE NO PROBLEM WRITER: keep your TIME now!

Per chi gli fosse sfuggito il messaggio precedente, lo ribadisco di nuovo dicendo che dovete prendervi tutto il tempo necessario per farvi una buona lettura di un libro che fa bene al cervello, fa distrarre dal logorio della vita moderna (come si diceva una volta in una celebre pubblicità di un liquore al carciofo) e non fa stare allo smartphone, sempre acceso per soddisfare i vostri desideri di notizie sui social più social del momento. 
Proprio per questo tempo che vi prenderete, un po' di tempo (TIME per chi mastica l'inglese) io ve lo offro a modo mio con un'altra notizia fresca di stampa adatta all'occasione e stampata (si fa per dire) sulla copertina del famoso TIME. 
 
Ricordatevi che la nuova inchiesta è nel nuovo giallo del commissario Cantagallo che nel 2017 è stato pubblicato da Cristian  Cavinato della Cavinato Editore International di Brescia. Il giallo "LA COLLANA DI AMBRA" è un'indagine di mare che si svolge a Castiglioni Marina, borgo marinaro toscano nelle zone della Maremma. Buona lettura!

 

ALL CRAZY ABOUT CANTAGALLO STORIES: keep your TIME now!



Prendetevi tutto il vostro tempo per dedicarvi alla lettura di un buon libro che fa bene alla mente, fa distrarre dal logorio della vita moderna (come si diceva una volta in una celebre pubblicità di un liquore al carciofo) e tiene alla larga lo smartphone, sempre pronto a soddisfare i vostri desideri di notizie sui social più social del momento. 
Proprio per questo tempo che vi dovete prendere, un po' di tempo (TIME per chi mastica l'inglese) io ve lo offro a modo mio con una notizia fresca di stampa adatta all'occasione e stampata (si fa per dire) sulla copertina del famoso TIME. 
 
Ricordatevi che la nuova indagine è nel nuovo giallo del commissario Cantagallo che nel 2017 è stato pubblicato da Cristian Cavinato della Cavinato Editore International di Brescia. Il giallo "FLACONI E VECCHIE RICETTE" è un'indagine di paese che si svolge a Collitondi, località toscana nelle zone del Chianti. Buona lettura! 



domenica 15 ottobre 2017

Un medico borioso in "LA COLLANA DI AMBRA"



Il commissario Cantagallo quando è costretto a indagare sui delitti o presunti tali che accadono a Castiglioni Marina, si deve confrontare con un medico borioso e incapace che viene utilizzato come Emedico legale" dal maresciallo Guerra, in mancanza di uno vero. Il medico in questione è il dottor Lanzara, di servizo al Pronto Soccorso del porto del paese. Lanzara non sopporta il commissario Cantagallo che puntualmente respinge le tesi diagnostiche strampalate del medico per una causa di morte naturale e punta invece il dito sulla probabile causa del decesso che non è mai naturale perché è stato commesso un omicidio. Seguono scambi verbali coloriti senza mai venire alla vie di fatto (non ci scappa mai un cazzotto fra i due, per intendersi). Cantagallo a sua volta non può vedere il dottor Lanzara che tutte le volte lo guarda dall'alto in basso come se fosse uno dei più grandi luminari della Medicina Legale. Anche questa volta sembrerebbe che il dottore si sia sbagliato e Cantagallo ha tutte le ragioni per averla vinta su quel medico da cui nessuno si farebbe togliere nemmeno un'unghia incarnita. 

Quello che segue è un estratto del nuovo giallo del commissario Cantagallo che nel 2017 è stato pubblicato da Cristian Cavinato della Cavinato Editore International di Brescia. Il giallo "LA COLLANA DI AMBRA" è un'indagine di mare che si svolge a Castiglioni Marina, borgo marinaro toscano nelle zone della Maremma. Buona lettura!



Guerra si rivolgeva a Lanzara perché era l’unico dottore disponibile in paese per dargli un parere medico “inequivocabile”, come affermava lo stesso Lanzara, sulle persone trovate morte a Castiglioni. Al momento del ritrovamento di un cadavere, Guerra non poteva mai disporre di un vero medico legale, che era sempre inviato in zona dopo qualche giorno dal Comando dei Carabinieri di Rosereto. Il Lanzara, pur non avendo nessuna cognizione di Medicina Legale, prima esaminava sommariamente il cadavere. Poi si lanciava in ipotesi completamente campate in aria, pur di fare bella figura con le Autorità locali. Tutte le volte ricordava che a Castiglioni si moriva solo per cause naturali, accidentali, eccessi da turisti o bravate giovanili che portavano alla morte. Quando gli sottoponevano il cadavere di una persona morta, non gli veniva mai in mente che si potesse trattare di un omicidio. E di questo ne era sempre sicuro in modo “inequivocabile”, come diceva lui.
    Così come il commissario era sempre sicuro che tutte le opinioni del dottor Lanzara fossero buone non per un’autopsia ma per una sagra di paese. Cantagallo era convinto che l’unica cosa su cui quel dottore poteva esprimersi, senza sbagliare, fosse nel fare l’autopsia di una porchetta!
    In quegli anni d’indagini svolte in paese, puntualmente, tutte le volte che Lanzara si pronunciava nell’autopsia di un cadavere, non ne aveva mai azzeccata una. Ciò nonostante, manteneva sempre un atteggiamento borioso di superiorità nei confronti di tutti, soprattutto del commissario. Cantagallo non lo sopportava e la cosa era reciproca. I due non lo davano a vedere, se lo dicevano proprio in faccia.
    «Dottor Lanzara, c’è anche lei? Le si è fulminato l’Allegro Chirurgo? Stia attento a dove mette le mani, che qui non c’è la lampadina che suona!».
    «Commissario Cantagallo, anche lei qui? Quando mi hanno avvertito di un cadavere in spiaggia, pensavo di trovarla stecchita per una brutta congestione, da nuotata dopo colazione!».
    «Mi dispiace, dottore. La mattina mi mantengo leggero e faccio il bagno rigorosamente dopo tre ore. Stavolta, cosa ha trovato? Mi hanno detto una siringa. Ma ha guardato bene? Non è che un po’ più in là c’è un coltello insanguinato?».    
    «Ho una vista buona, io. Questa ragazza è morta per overdose e glielo posso mettere per scritto. Una povera disgraziata straniera che, per un eccesso di follia globalizzante, si è iniettata una dose mortale di eroina. Gli stranieri dovrebbero ritornare tutti al proprio paese, senza stare qui da noi a rompere i coglioni. Gironzolano, mangiano, bevono e si drogano. Lavorano portando via il lavoro alla gente del posto e poi si lamentano se non gli danno una casa. E poi che ci fa qui una polacca? In Polonia i polacchi, in Italia gli italiani! E che cazzo! Il mio parere inequivocabile è questo: “La ragazza era una drogata abituale e, senza ombra di dubbio, è morta per una dose mortale di eroina, assunta tramite iniezione endovenosa. La morte risale a ieri sera tardi, fra le nove e la mezzanotte”».
    Lanzara concluse il suo sermone ospedaliero, standosene seduto sul bordo esterno della passatoia delle cabine. Curvo nella postura, teneva le braccia dondolanti e penzolava i piedi fuori dal bordo: sembrava un gigantesco polipo che, da quanto fosse brutto, era stato giudicato indigesto pure per il cacciucco e dimenticato lì. Lo rendeva umano un mezzo sigaro spento, che teneva stretto alla destra della bocca, anche quando parlava. Indossava una magliettina dal colore indefinibile, con la scritta a grandi lettere “BOMBAY”, piena di forfora sulle spalle, e dei pantaloni color kaki, corti al ginocchio che non avevano visto la lavatrice da qualche settimana. Completavano il quadro desolante, un paio di infradito rosse che, a causa del colore scuro dei piedi, non dovuto a un’abbronzatura africana ma piuttosto a un mancato lavaggio per rottura dell’impianto idraulico, spiccavano come dei coralli su un fondale marino notturno.
    Cantagallo aveva assistito al consueto teatrino del dottore, aveva ascoltato il suo parere “inequivocabile”, eccetera eccetera.
    Intanto, il maresciallo Tompetrini si era avvicinato al commissario per dargli le solite spiegazioni.
    «Anche stavolta, il maresciallo Guerra non c’è l’ha fatta a non coinvolgerla. Abbiamo telefonato al bagno Rivabella e ci hanno detto che faceva una passeggiata da queste parti. Allora, Guerra ha preso l’occasione al volo e siamo venuti a prenderla col gommone della Capitaneria».
    «Che vuole che le dica, sono qua. E speriamo che stavolta non si tratti davvero di un omicidio. Visto che il Lanzara ha detto che…».
    «Non s'illuda. Il dottor Lanzara, con tutto il rispetto, mi sembra che non c’abbia capito nulla. La ragazza non sembrerebbe una che si drogasse abitualmente. Lo vedrà anche lei».  
 




 
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P.S. Leggete quello che vi pare.
Ma ricordate che:
"Leggere i gialli di Cantagallo non è un dovere
ma è un piacere per l'autore (e per l'editore)".