domenica 8 gennaio 2017

Il commissario Cantagallo: "Io rincorro un'illusione"



Pochissime tracce e nessun testimone: questo è il pane quotidiano del commissario Cantagallo. Il poliziotto toscano si muove nelle strade del piccolo paese di Collitondi alla ricerca del colpevole del delitto. La tecnica d’indagine è particolare: è seguita ogni traccia e ogni indizio che, per il commissario, costituiscono le tessere di un “mosaico criminale”. Completato il “mosaico” è risolta l’indagine. Cantagallo analizza i fatti nella sua stanza da lavoro, il vero e proprio laboratorio investigativo del commissariato. A complicargli la vita c’è pure il suo capo, il Questore Fumi Zondadari soprannominato Zorro dallo stesso Cantagallo. Il Questore lo intontisce di frasi in latino per mascherare la propria incapacità investigativa e per metterlo in difficoltà. Come se non bastasse ci si mette pure il vice del Questore, il vicario Bonadonna a sua volta detto Garçia (come l'antagonista del vero Zorro televisivo della vecchia serie tv in bianco e nero) perché non può vedere il Questore e mal lo sopporta. Tutto perché, sembrerebbe (ma sono solo voci di corridoio) che il vicario voglia prendere il posto del Questore. Ma per ora di cambi al vertice non se ne parla.
Il commissario non demorde mai e non si lascia confondere dai due funzionari della Questura che vorrebbero insabbiare le indagini dei delitti che accadono a Collitondi. Cantagallo va avanti per la propria strada, poi quando molti fatti di un'indagine sono conosciuti e vanno messi insieme per trovare una pista investigativa da seguire, decide di fare una riunione con i colleghi della squadra del commissariato. Li riunisce nella stanza da lavoro, attigua al suo ufficio, e inizia a parlare con loro per mettere in fila i fatti accaduti. 
La riunione inizia sempre con la solita frase del commissario Cantagallo dove ricorda il principio che ispira il suo modo di agire quando conduce un'indagine di un delitto.  

 I gialli del commissario Cantagallo sono pubblicati in ebook e cartaceo da Cristian Cavinato della Cavinato Editore International di Brescia e li trovate in tutte le librerie online.
Qui sotto ci sono i link per la libreria IBS.it. Buona lettura a tutti voi.

https://www.ibs.it/ebook/autori/%20Fabio%20Marazzoli

https://www.ibs.it/libri/autori/Fabio%20Marazzoli




venerdì 6 gennaio 2017

Cantagallo e i gorghi torbidi delle indagini


Ben ritrovati in questo nuovo anno e spero vi sia gradito riprendere un vecchio discorso che avevo iniziato qualche tempo fa a proposito del commissario Cantagallo.  

Quest'anno esageriamo con i saluti in omaggio alle nazioni dei visitatori di queste pagine!

Welcome back in this new year and I hope you enjoyed resume an old speech he had
begun some time ago about the commissioner Cantagallo. 

(USA)


Fáilte ar ais sa bhliain nua agus tá súil agam tú taitneamh as atosú ar chaint aois
bhí tús curtha aige tamall ó shin mar gheall ar an Cantagallo choimisinéara. (IRLANDA)


Welcome back in this new year and I hope you enjoyed resume an old speech he had
begun some time ago about the commissioner Cantagallo. 

(CANADA)

Добро пожаловать в этот новый год, и я надеюсь, вам понравилось возобновить
старую речь он начал некоторое время назад о комиссар Cantagallo. 

(RUSSIA)
 

Premetto che quest'anno il 2017 è un anno particolare per molti fatti che mi interessano da vicino. Uno fra tanti, dal punto di vista dei personaggi dei miei gialli, è quello che nel 2017, precisamente a ottobre, ricorrono i 
10 ANNI DELLE INDAGINI 
DEL COMMISSARIO CANTAGALLO, 
iniziate con Antonio Lalli della Lalli Editore di Poggibonsi e continuate con Cristian Cavinato della Cavinato Editore International di Brescia. 


Quindi, come dicevo poco sopra, vi parlo del carattere del commissario Cantagallo quando svolge il suo lavoro di poliziotto e spiega anche perché lui stesso si definisce come un poliziotto di periferia. Gli piaceva fare il suo lavoro però, c'era un però.


Per il commissario Cantagallo non era facile fare il poliziotto di periferia, nemmeno in quel piccolo paese di Collitondi, e non lo nascondeva. Non era un lavoro uguale a quello dei colleghi nei commissariati delle grandi città, alle prese con la malavita organizzata. Ma ciò nonostante, si trovava sempre di fronte al cadavere di una persona ammazzata che attendeva giustizia e al dolore dei familiari che chiedevano il colpevole. Che il delitto fosse compiuto da un’organizzazione malavitosa non rendeva il crimine più doloroso, semmai ne accresceva la nefandezza con cui era stato eseguito. L’omicidio di una persona era un evento straziante che gli appesantiva la vita. Come poliziotto, e soprattutto come uomo, non si era ancora abituato a fronteggiare freddamente le situazioni drammatiche con le quali veniva in contatto quando accadeva un delitto. Non riusciva a rimanere impassibile di fronte a certe circostanze in cui il dramma coinvolgeva una famiglia che aveva perso una persona cara. Più indagava sui delitti e più non capiva come l’omicida arrivasse alla determinazione di togliere la vita a un’altra persona, un genitore potesse uccidere i propri figli oppure, all’opposto, un figlio i propri genitori. Rimaneva sgomento e, a volte, lasciava alla vice l’incombenza di avvertire i parenti della persona uccisa. A lungo andare si era reso conto che anche quei piccoli crimini di paese lo trascinavano dentro a dei gorghi torbidi, dove a volte era difficile uscirne e poi, quando ne era uscito, gli lasciavano sempre addosso qualcosa di lurido che gli pesava sull’esistenza. La conclusione di un’indagine di un delitto gli lasciava dentro molta amarezza. Arrestare un criminale non lo ripagava completamente perché si ritrovava addosso un bagaglio di atrocità sociali di cui avrebbe fatto volentieri a meno. Dopo che era stato a contatto con i criminali, non rimaneva immunizzato dalle loro crudeltà ma da esse rimaneva inquinato. Quindi, per lasciarsi alle spalle le acque luride della palude dei fatti criminali, rientrava in famiglia dove si sarebbe tolto la giacca del poliziotto per tornare marito e genitore, con tanta voglia di normalità, meno rigore e più spensieratezza. Per il commissario Cantagallo era molto importante la famiglia, stare con la moglie e fare progetti, divertirsi col figlio e parlare del futuro. I ritmi di una grande città non gli avrebbero permesso di dedicare molto tempo alla famiglia e quando scelse l’incarico a Collitondi lo fece in funzione di questo. Tutte le altre cose intorno potevano continuare a girare in tondo liberamente ma sarebbero girate a vuoto e nel vuoto, senza la famiglia che gli stava accanto. La famiglia, per il commissario, era il vero motore che faceva girare il mondo. 


Dimenticavo, BUONA BEFANA!





sabato 31 dicembre 2016

DUE PAROLE SOTTO L'OMBRELLONE: sarà nel nuovo giallo di mare di Cantagallo


Sempre a proposito della prossima inchiesta di mare del commissario Cantagallo. 
In anteprima assoluta e precorrendo un po' i tempi, vi anticipo che nella nuova inchiesta di Castiglioni Marina ci sarà (in maniera riveduta e corretta) la piacevole intervista fra un giallista toscano (compagno di ombrellone del commissario al Bagno Rivabella) e un pellicciaio romano (anche lui d'ombrellone al Rivabella insieme alla sua famiglia). 

Visto che tante persone mi hanno detto di averla letta e di essersi divertiti, allora, cambiando qualcosa, mi è piaciuto inserirla nel giallo della nuova inchiesta di mare che spero sarà pubblicato in estate nel prossimo anno. 
 
Intanto ecco a voi una brevissima anteprima iniziale di quello che leggerete nel libro. 

 " Poi sul bagnasciuga si profilò una figura d’uomo, con in testa un gran cappello chiaro di paglia tipo panama col cinturino marrone, ben conosciuta a tutti e due. L’uomo a un certo punto sterzò per dirigersi verso i lettini e si avvicinò al signor Bizzarri. Il nuovo arrivato era un altro cliente fisso del Rivabella, un romano cordiale e chiacchierone sulla cinquantina che di mestiere faceva il pellicciaio. Era un tipico scanzonato trasteverino dallo sguardo furbo, di statura media, robusto con una leggera pancetta e dei folti capelli grigi portati all’indietro sotto il cappellone.
    Il commissario non poté fare a meno di ascoltare il colloquio fra i due, anche perché parlavano ad alta voce.

    «Buongiorno, Bizzarri».
    «Buongiorno, Aniceto. Anche lei di nuovo qua per le ferie». 
    «Come se dice a Roma: 'Chi nu' more se rivede!', e se rivedemo!».
    «Si dice anche a Firenze».
    «Tutto er monno è paese. Le posso dì 'na parola?».
    «Anche due».
    «Ma che sta sempre a scrive' gialli?».
    «Sì, lavoro permettendo».
    «Ma ije ne pubblicano?».
    «Sì».
    «E 'ndove? ».
    «A Brescia». 
"



Buon proseguimento di giornata a tutti voi.


 

Le inchieste di mare del commissario Cantagallo


Stiamo lasciando il vecchio anno e col nuovo che arriva ci viene di pensare a quello che faremo nei prossimi mesi. A me personalmente viene in mente la bella stagione e con questa la voglia di andare al mare. Non so se anche a voi capita la stessa cosa. 
Allo stesso modo, l'immagine del mare mi fa venire in mente (guarda caso...) che in un posto di mare toscano dei miei gialli, anche il prossimo anno, ci sarà qualcuno a passarci qualche fine settimana oppure le ferie con la famiglia: il commissario Cantagallo.

Le inchieste di mare continuano la serie dei gialli di Cantagallo ma sono ambientate a Castiglioni Marina, un grazioso paese di pescatori, anche questo inventato ma non troppo, della Toscana del sud, dove il commissario trascorre il fine settimana oppure le ferie con la famiglia. 

Il giallo nel luogo di mare è un’inchiesta perché il commissario Cantagallo svolge il ruolo di consulente investigativo per la “Benemerita” locale, i fatti da analizzare sono circoscritti a una zona limitata del paese e l’indagine del delitto si conclude nello spazio di tre giorni.

Nelle inchieste di Castiglioni Marina, Cantagallo è aiutato da Bandino, il suo secondo del commissariato di Collitondi che trascorre anche lui con la famiglia il fine settimana a Castiglioni. L’azione di Cantagallo è disturbata dall’inetto maresciallo dei Carabinieri Remo Guerra e dal superficiale medico del porto Rodolfo Lanzara. Alla fine Cantagallo smaschera sempre il colpevole con un geniale colpo a sorpresa e si gode finalmente il meritato riposo in riva al mare.

In queste inchieste tutto è chiaro per l’incapace e imbarazzante maresciallo dei Carabinieri Remo Guerra: si tratta di una morte accidentale come ne accadono tante nei posti di mare. In un primo momento per Guerra non ci sono alternative: la persona trovata morta non è stata uccisa. Ma le cose stanno proprio così? Guerra ne è sicuro perché l’ipotesi dell’incidente è sempre confermata “in modo inequivocabile” dal borioso e pressappochista dottor Lanzara, che non è nemmeno un medico legale ma è il dottore del pronto soccorso del porto di Castiglioni. Però il Lanzara nelle sue “valutazioni volanti” non ne ha mai azzeccata una, e non lo vuole mai ammettere. Allora, il maresciallo Guerra, che ha poco intuito ma molta memoria delle fandonie del Lanzara, vuole fugare ogni dubbio su quella morte accidentale. Soprattutto vuole pararsi le spalle, e soprattutto qualcos'altro che sta sotto le spalle, con il Comando di Rosereto, più che accertare la verità. Guerra conosce le abitudini vacanziere del commissario. Decide di chiamarlo per fargli fare un “controllino” e capire cosa sia effettivamente accaduto. Cantagallo è un po’ scocciato di dover lavorare anche nel fine settimana, per non parlare poi durante le ferie. Ma alla fine finisce sempre per accettare l’offerta della “Benemerita”. Il commissario non vuol fare un piacere a Guerra ma piuttosto al suo secondo che è un carabiniere in gamba: il maresciallo Tompetrini. Cantagallo va sulla scena del delitto e intuisce subito che non si tratta di una morte accidentale. Il commissario si scontra sempre verbalmente con il dottor Lanzara perché non lo può sopportare. Il medico è un tipo sbrigativo e superficiale, ed è sicuro che il morto sia deceduto per una tragica fatalità come tante altre che capitano a Castiglioni durante l’estate. Ma le cose stanno veramente così come sembrano? C’è sotto qualcos’altro? Questo è quello che deve scoprire il commissario Cantagallo che analizza i fatti attentamente, annotandoli nel suo taccuino Moleskine e ricostruisce quello che è effettivamente accaduto per scoprire l’autore del delitto. Tutto accade sempre nello spazio di un fine settimana, dal venerdì alla domenica. L’ultimo giorno è quello fondamentale perché Cantagallo escogita una trappola per smascherare il colpevole e con un colpo formidabile a sorpresa viene a capo di un omicidio apparentemente sottovalutato. 

Per la prossima inchiesta c'è da aspettare ancora qualche mese perché sono un po' indietro con la stesura del giallo. L'attesa però spero che sarà ripagata dalla piacevole lettura della nuova inchiesta di mare del commissario Cantagallo (Editore permettendo...). 

Auguri! 
Buona fine e Miglior inizio di anno nuovo a tutti voi!    
 


mercoledì 28 dicembre 2016

Investigatore TOMBOLO: il trailer dei gialli

Non annunciato ma spero gradito, ecco a voi il trailer sull'investigatore Tombolo e i suoi gialli.
Il trailer è stato realizzato per farvi vedere e ascoltare  altre curiosità sul ruvido e solitario investigatore privato toscano dei gialli pubblicati da Cristian Cavinato della Cavinato Editore International.

Come curiosità, vi anticipo che il trailer ha come sottofondo una musica particolare e c'è un perché: la musica è quella che la sua amica-fidanzata Rossella preferisce in assoluto in quanto è un'amante delle opere liriche...

Buona visione a tutti voi. 
 

venerdì 23 dicembre 2016

CHE NATALE SAREBBE...


Buon Natale e auguri a tutti voi!


Il primo curioso caso dell'investigatore Tombolo è già in ebook


ULTIM'ORA

Nei prossimi giorni, grazie al gran lavoro dell'editore Cristian Cavinato della Cavinato Editore International di Brescia, il giallo del primo caso dell'investigatore Tombolo sarà disponibile nelle librerie online, oltre che in cartaceo, anche nel formato ebook (epub per i più tecnici dei lettori). 
Un'altra possibilità in più per leggere immediatamente e su qualsiasi dispositivo il giallo del primo investigatore privato toscano che indaga in modo particolare sui casi che accadono sulla costa della Toscana. Tutto sarà risolto da Tombolo con la massima tranquillità: "Calma e gesso!", mentre si sgranocchierà il suo chupa chups gusto melon soda. 

 

L'investigatore Tombolo: tutto casa e agenzia


L’investigatore privato Marino Tombolo era un uomo che chiedeva poco alla vita, preferiva dare piuttosto che ricevere: era fatto così. Era una persona che aveva poche pretese. Sapeva, per esperienza, che la vita regalava poco e chi pretendeva troppo rischiava di pagare a caro prezzo la sua pretesa. 
Non era comunque nemmeno un tipo che si lasciasse andare, anche perché dalle sue parti, con tutto quel mare grosso, avrebbe rischiato di affogare. A volte, in certe circostanze spinose e soprattutto non retribuite dai clienti dell’agenzia, preferiva superare le situazioni limitandosi a “galleggiare”, abbandonando la faccenda nelle proprie acque, non prendendo posizione e allontanandosi in sordina come una boa tirata verso la riva dalle onde del mare. Era un tipo molto attaccato ai soldi, ma non per questo si poteva dire che fosse avaro. Per Tombolo l’importante era risolvere i casi dei suoi clienti ed essere pagato per arrivare tranquillo alla fine del mese.
Per lui non c’era spazio per l’eroe del quartiere, il benefattore delle vecchiette oppure il paladino dei poverelli, per quelle cose là c’erano i Vigili urbani, gli addetti della Pubblica Assistenza oppure il parroco del paese. Lui, era assodato, non si sarebbe mai e poi mai sporcato le mani in faccende estranee all’agenzia e che avessero a che fare con dei morti di fame o giù di lì, per giunta a gratis! A meno che. Perché c’era sempre un “a meno che”. La condizione si veniva sempre a creare in particolari e delicate situazioni su richiesta di una persona altrettanto particolare e delicata che aveva molto ascendente sull’investigatore Tombolo. Marino, infatti, investigava solo a pagamento, “a meno che” non glielo chiedesse la sua amica-fidanzata Rossella Sirena, medico del Poliambulatorio del porto di Spaccabellezze e paladina dei poveri in canna locali, nazionali e anche internazionali che transitavano in quel posto di mare.  Tombolo, alla richiesta di Rossella, sbuffava, tergiversava ma alla fine agiva e risolveva quello che, in genere, non avevano risolto i Carabinieri del paese. Rossella, in cambio dell’investigazione extra, si sdebitava con lui “in natura” e così di pomeriggio tardi facevano all’amore a casa di Marino, nella mansardina, incrementando, come diceva lei, la media settimanale dei rapporti d’amore delle coppie quarantenni. Poi una cena a lume di candela a base di pesce e vino bianco frizzante ghiacciato nella terrazza vista tetti e mare, li faceva riconciliare con il mondo e con se stessi, come se fossero una giovane coppia di sposini. Poi si lasciavano, il sogno di Rossella svaniva e si perdeva lungo le strade buie del paese che la riportavano a casa.
Ognuno aveva i propri sogni. Tombolo sognava poco di notte ma aveva solo un sogno nel cassetto: sposare, un giorno, Rossella Sirena in pompa magna con tight firmatissimo e cilindro in tinta, con una cerimonia sfarzosissima che avrebbe fatto parlare tutto Spaccabellezze minimo per un anno intero.
Quel giorno però era lontano perché Tombolo non riusciva a togliersi di dosso quel lavoro che, secondo lui, gli impediva di mettere su famiglia con la sua bella Rossella portandola all’altare. Tombolo aveva pensato di cercare un lavoro più normale nell’entroterra, ma la bellezza di quei posti e la nostalgia dei colori del mare l’avevano convinto a rimanere a Spaccabellezze. In paese ormai lo conoscevano tutti e chi aveva un problema da risolvere, sapeva che Tombolo glielo avrebbe risolto in breve tempo. Lui, però, non riusciva a risolvere i suoi problemi d’amore con Rossella. Ne era innamorato perso ma non voleva ammetterlo davanti a lei per non farla soffrire.
Non voleva sposarsi con Rossella perché era convinto che gli orari impossibili del suo lavoro d’investigatore privato avrebbero fatto fallire il matrimonio. Rossella era proprio una gran bella donna non ancora quarantenne, capelli rossi ricci, carnagione chiara con leggere lentiggini, grassottella come lui ma tonica, poco più bassa del suo uomo, era sempre pronta a partire, al contrario del pantofolaio Marino. Radiosa e solare, ispirava simpatia a prima vista e quando aveva Marino al fianco poteva sfidare il mondo intero. Innamoratissima persa pure lei, con poche certezze matrimoniali ma con la convinzione che prima o poi sarebbe riuscita a portare all’altare l’irremovibile Marino. 
Rossella lo convinceva per fare delle investigazioni extra senza essere pagato e lo avrebbe convinto, ne era sicura, perfino a sposarla. Come un grande mare spumeggiante che si preparava ad abbrancare un costone, Rossella si organizzava per agguantare il recalcitrante Marino. 
Tombolo fino a quel momento resisteva alle impetuose ondate matrimoniali di Rossella, come un piccolo scoglio in mezzo al mare. Ma come poteva un piccolo scoglio arginare le ondate di un mare in tempesta? 


 I gialli dell'investigatore Tombolo sono pubblicati in ebook e cartaceo da Cristian Cavinato della Cavinato Editore International di Brescia, in collaborazione per il cartaceo con Lello Lucignano della LFA Publisher di Napoli, e li trovate in tutte le librerie online.
Qui sotto ci sono i link per la libreria IBS.it. 

 Buona lettura a tutti voi.



sabato 17 dicembre 2016

Commissario CANTAGALLO: il trailer dei gialli


Come promesso ecco a voi il trailer preannunciato sul commissario Cantagallo e i suoi gialli. 
Il trailer è stato realizzato per farvi vedere e ascoltare  altre curiosità sul simpatico e caparbio poliziotto toscano dei gialli pubblicati da Cristian Cavinato della Cavinato Editore International. 

Come curiosità, vi anticipo che il trailer ha come sottofondo una musica particolare e c'è un perché: la musica è quella che Cantagallo ha scelto sul suo telefonino per capire quando lo chiamano dal commissariato... 

Buona visione a tutti voi.